La squadra romana di Battistoni-Castelluccia (Alessandro Barnaba – capitano, Stefano Giansanti, Giordano Magini e Patricio Rattagan) e quella della toscana VAS-Pier.Gio. (Giorgio Cosentino – capitano, Ignacio Brunetti e Eduardo Menendez Junior) si sono qualificate oggi per giocare la finale del Campionato Italiano di Polo 2020 che sarà disputata al Roma Polo Club domenica in tarda mattinata.
Per la medaglia di bronzo Nautor’s Swan (Ginevra Visconti – capitana, Ginevra D’Orazio, Joaquin e Segundo Capello) incontrerà un’altra romana, La Vandea (Matteo Costacurta, Therence Cusmano – capitano, Jaimie Le Hardy e Fabrizio Bulgarini).
Le altre tre squadre partecipanti (Los Avellanos-Clanis, Acquedotto Romano e Land Rover Polo Team) si confronteranno sempre domenica, ma nel pomeriggio, in un match all’americana, valido per il Trofeo Roma Polo Club.

Spettacolari e combattute le partite odierne disputate sui terreni di gioco del Roma Polo Club e dell’Acquedotto Romano Polo Club. Nell’americana doppia vittoria del polo team Battistoni-Castelluccia su Los Avellanos-Clanis (8 a 3) e su La Vandea (10 a 5) e di quest’ultima su Los Avellanos-Clanis (9 a 3).
Nelle due successive partite Villa a Sesta, VAS-Pier.Gio. e Nautor’s Swan hanno spadroneggiato rispettivamente nei match contro Acquedotto Romano (12 a 4) e Land Rover Polo Team (10 a 2).
“Quelle di domenica – ha commentato Franco Piazza, cittì della FISE per il polo e direttore del torneo – saranno finali bellissime perché il livello di gioco è ottimo, come dimostrato nelle prove di qualificazione. Le squadre in campo per il titolo erano sulla carta quelle più accreditate e lo hanno confermato”.

La storia del polo in Italia risale agli anni venti, quando nell’isola di Brioni, oggi territorio della Croazia, Carlo Kupelwiese fondò il primo Club di Polo dotato di due campi di gioco. Fu invece Sua Altezza Reale il Duca di Spoleto a creare a Roma, nel 1930, il primo Polo Club. A Roma esisteva già un gruppo di giocatori che avevano frequentato il club dell’Isola di Brioni. C’erano i giocatori che avevano a disposizione dei cavalli di proprietà ma non esisteva un campo. La “Società Corse al Trotto” risolse il problema mettendo a disposizione l’ippodromo di Villa Glori che, in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, lasciò il posto per la costruzione del villaggio olimpico. Per trasformare il prato dell’ippodromo in un campo di polo fu richiesto l’intervento di un tecnico specializzato. Il debutto avvenne il 10 maggio 1930 con una serie di spettacolari partite d’alto livello. In seguito il ‘Roma Polo Club’ ottenne un terreno alla poco lontano di lì, all’Acqua Acetosa dove sorge l’attuale struttura, oggi conglobata nel centro della Capitale.