Un momento della passeggiata
Un momento della passeggiata "roncionese" mattutina

Domenica mattina. Ronciglione ore 10. Nei pressi del cosiddetto Arco. Ottima affluenza di pubblico per la passeggiata/racconto “Ronciglione e Rio Vicano: storie di uomini, acque, ferro e carta”. In apertura, i graditi indirizzi di saluto da parte di Italo Leali (direzione artistica di Cubo Festival) e della professoressa Lucia Maria Girelli (presidente del CRS, Centro Ricerche e Studi di Ronciglione, sotto la cui preziosa consulenza scientifica l’intera iniziativa è maturata). Poi si parte. Protagonisti assoluti gli apprendisti “narratori di comunità”, sotto l’attenta regia di Pietro Benedetti. Cornice narrativa in “prosa” a cura di Antonello Ricci. Davide Ghaleb, il Santissimo Editore, fotografo di scena.

Sono stati declamati brani e versi di Charles Dickens, Papirio Serangeli, Ludovico Ariosto, nonché dello storico locale Osvaldo Palazzi. Tema centrale della narrazione, le acque del lago di Vico: le quali, attraverso l’emissario Rio Vicano, hanno alimentato per secoli le attività degli opifici, soprattutto ferriere e cartiere, sorte nelle forre appena ai piedi del borgo. Tali attività hanno caratterizzato a lungo la vita di Ronciglione e delle sue genti, almeno fino agli inizi del XX secolo. Esse erano condizionate dalla proverbiale “caditora” (muro di sbarramento delle acque del lago regolato da un tavolone mobile) su cui ha scritto pagine davvero rigorose e appassionate don Palazzi.

Momento di particolare pathos, a seguire la lettura di due sonetti “roncionesi” di Torquato Tasso, il previsto omaggio, in lingua e in dialetto, ai poeti di Ronciglione Silvano Boldrini e Bruno Fiata. Boldrini, in particolare, ha voluto gustosamente declamare di persona i propri ceselli dialettali, accolto da uno scroscio d’applausi a scena aperta.

Nel pomeriggio poi, Banda del racconto e alcuni degli apprendisti si sono trasferiti al museo della Terra di Latera per seguire e documentare la XIV edizione dell’incontro interregionale di poesia estemporanea in ottava rima, nel corso del quale, presentati e coordinati da Antonello Ricci, si sono sfidati i seguenti poeti, provenienti da Lazio, viterbese e amatriciano, Toscana e Abbruzzo: Marco Betti, il nostro Pietro Benedetti, Donato De Acutis, Marco Calabrese e Irene Marconi. Accanto a momenti di divertimento pure – e qualche sorpresa d’occasione – non sono mancati momenti assolutamente alti di maestria estemporanea. Il pubblico non voleva sapere di tornarsene a casa. Ottimo esempio di patrimonializzazione delle tradizioni orali.

Sia a Ronciglione che a Latera è stato inoltre presentato, riscuotendo attenzione, consensi e curiosità, “Il Narratore di comunità. Artigiani delle storie e dei paesaggi locali”, il manuale del master a firma dell’antropologo Marco D’Aureli (edito per i tipi di Davide Ghaleb e ospitato nella collana “La Banda del racconto”).

Il master riposa una settimana. Poi torna: per raccontarsi alla città. Per fare il punto della situazione. Tracciare un vero e proprio stato dell’arte, dei lavori in corso, delle prospettive per il prossimo anno accademico (eh sì, perché pare proprio che l’anno prossimo bisseremo). Venerdì 9 giugno sarà dunque Open Day: noi di Banda del racconto, fianco a fianco con i docenti del DIBAF-UNITUS e gli apprendisti narratori, ci racconteremo alla stampa, ai concittadini curiosi e ai futuri potenziali iscritti che volessero saperne di più. A partire dalle ore 16.00, rigorosamente en plein air in piazza del Gesù: convivialmente riuniti intorno ai tavoli del 13°.