Maritozzi
I Maritozzi affiancati da Paolo Rossi

Basta poco per tornare indietro nel tempo, specie quando si cerca di togliere la polvere dal passato. Ne sanno qualcosa gli amanti del pallone, nostalgici pronti a dire che “sì, è vero, si stava meglio quando si stava peggio!” (o meglio, quando si pensava di star peggio) cui basta poco per sognare. I “Maritozzi”, trio da palcoscenico che si diverte a riportare in teatro (e non solo) lo sport che fu, ritorna in scena alle 21 del 18 marzo all’Eat di Viterbo per raccontare “La Lazio dei meno 9”, un reading teatrale nel corso del quale si ripercorreranno momenti indimenticabili, per lo meno per il pubblico di fede laziale, di una stagione che i tifosi del vecchio cuore biancoceleste conservano come un oracolo nella bacheca della propria memoria, quasi alla stregua dei due scudetti vinti. E proprio sulla scia del successo avuto con “Andiamo, Chinaglia, andiamo!”, i “Maritozzi” – al secolo Alessandro Tozzi, Antonello Ricci e Massimiliano Morelli – hanno pensato bene di scrivere un altro momento storico, in ottica laziale, dell’Italia che fu, perché le piece teatrali del gruppo s’intersecano sempre con le vicende del Belpaese. Così, quella stagione di metà anni Ottanta diventa l’occasione d’un ricordo ma anche d’un confronto col pubblico, che come nelle precedenti avventure (“Italia-Brasile ’82 e le altre”, “Andiamo, Chinaglia andiamo!” e “La finale maledetta”) farà la sua parte aprendo la sua volta l’archivio della reminiscenza a uso e consumo di chi è ancora convinto, forse troppo romanticamente, che il futuro è anche passato.

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