Un Rally Città di Bassano da dimenticare in fretta, quello vissuto da Fabio Peruzzo nel recente fine settimana, culminato con un amaro ritiro anticipato.

Uno stop forzato, quello siglato nell’evento valido per l’International Rally Cup, che si aggiunge all’altro collezionato nel precedente Città di Scorzè, contrassegnando un 2020 più che ostico.

Tante erano le attese della vigilia per il pilota di Conselve, presentatosi ai nastri di partenza del Mundialito Triveneto alla guida di una rivitalizzata Peugeot 106, trasformata per l’occasione, dallo staff del team Galiazzo, dalla tradizionale versione gruppo A alla più muscolosa kit car.

Affiancato da Emanuele Castegnaro, alle note, il portacolori della scuderia Omega si trovava ben presto a fare i conti con un meteo alquanto ballerino, il quale rendeva la scelta delle coperture e dell’assetto un autentico rebus di difficile soluzione.

All’accensione delle fanalerie supplementari Peruzzo affrontava il primo passaggio sull’università del rally, la prova speciale di “Valstagna”, non riuscendo a trovare il giusto passo.

“Non c’è nulla da dire” – racconta Peruzzo – “perchè sulla prima Valstagna abbiamo dormito. Siamo andati davvero troppo piano. Abbiamo alzato il nostro miglior tempo, di due anni fa, di quasi un minuto e mezzo. Era impossibile fare peggio di così quindi ci siamo dati una scrollata e ci siamo preparati per affrontare il secondo giro a Valstagna, decisi a cambiare marcia.”

Dopo aver incassato 19”5 dall’unico rivale in gara, Derossi, Peruzzo si lanciava sugli infiniti tornanti, della speciale simbolo del Città di Bassano, migliorando nettamente i propri parziali, prima che la dea bendata decidesse di porre fine alla sua gara, costringendolo al ritiro.

“Quel che è accaduto non è colpa di nessuno” – aggiunge Peruzzo – “perchè, in pratica, si è dissaldato un pezzo verso il quarto chilometro e ci siamo ritrovati a piedi. Un pezzo che sembra robusto. Tutti quelli attorno erano componenti nuovi. Se ragioniamo sul fatto che possano cedere delle saldature allora dovremmo pensare di rifare la vettura da capo, ad ogni rialzo, ed è un qualcosa che è inconcepibile. Non abbiamo colpa noi e nemmeno chi ha preparato la vettura. Qui si tratta di pura sfortuna. Una sfortuna che ci portiamo dietro dallo scorso Scorzè.”

Uno zero che però non compromette la rincorsa di Peruzzo al Trofeo ACI Vicenza, obiettivo dichiarato di questa stagione a mezzo servizio, in virtù dell’assenza del leader Peterlin.

“È naturale che non possiamo dirci soddisfatti della nostra prestazione” – conclude Peruzzo – “ma ci consoliamo, se così si può dire, con il fatto che l’aver preso zero punti non cambia la classifica rispetto a Scorzè. L’ultima gara di campionato sarà il Rally Città di Schio, una gara che avrà coefficiente maggiorato a 1,5. Siamo con le spalle al muro, è vero, ma è anche vero che se riusciremo a fare un buon risultato a Schio porteremo a casa il Trofeo ACI Vicenza.”