Tokyo (JPN) 29 agosto 2021 Paralimpiadi Tokyo 2020 Nuoto BARLAAM ORO 50m Freestyle - S9 foto di Simone Ferraro / Bizzi Team / Cip

Bottino coi fiocchi. Il penultimo giorno di finali all’Aquatics Centre di Tokyo si apre a suon di medaglie. Ben quattro per l’esattezza e portano i nomi di campioni di calibro come: Antonio Fantin, Simone Barlaam, Stefano Raimondi e Francesco Bettella.

Andiamo per gradi. La prima gara del mattino (in Italia) la nuota il campione paralimpico, giusto ieri medaglia d’oro nei 100 stile libero S6. “Lo Sport rappresenta rinascita prima ancora che sfida contro me stesso. Di sicuro sono molto contento della medaglia e del tempo, però nutro qualche dubbio sulla mia gara. Avrei voluto chiudere un cerchio perfetto, ma va bene così”.

Tanti i sogni legati a questo sport che coltiva fin da bambino: “Oggi questa disciplina rappresenta la mia quotidianità – dice Fantin – e la possibilità di raggiungere grandi obiettivi personali, è per questo che io non mi accontento mai e cerco sempre di migliorarmi”. L’azzurro del GS Fiamme Oro e della SS Lazio nuoto chiude la sua seconda finale, oggi nei 400 stile libero S6 al secondo posto fermando il crono a 4’55”70. L’oro viene vinto dal brasiliano Glock (4’54”42), bronzo invece al russo Lenskii (5’04”84).

Simone Barlaam argento nei 100 farfalla S9.

Disegno, arte, video making, fauna marina e tecnologia. Il talentuoso Simone Barlaam

Nella finale dei 100 farfalla S9 conquista un argento che vale oro. Il nuoto, unico sport che da ragazzino poteva praticare, lo ha portato sulle vette più alte dell’Olimpo in una manciata di anni. Barlaam debutta ai mondiali di Città del Messico, nel 2017 vincendo subito due ori (50 e 100 stile), un argento nella staffetta ed un bronzo nei 100 dorso. In solo quattro anni l’atleta della Polha Varese allenato da Tosi vanta di un Palmares invidiabile. Ma oggi c’è dell’amaro in bocca per un argento che a tutti gli effetti ha il sapore di un oro. Barlaam in finale assieme al suo compagno di squadra, Federico Morlacchi, nuota un’ottima prestazione che chiude in 59”43 solo dietro all’australiano Martin che intasca l’oro ed il record del mondo (58”14). Questo podio è però accompagnato da molte polemiche sollevate dagli atleti di classe S9 i quali non reputano assolutamente giusta né corretta la decisione da parte dei classificatori internazionali di spostare l’atleta australiano da S10 (classe a cui apparteneva fino al 2020) a S9.

Il bronzo va al russo Skaliukh (1’00”54) mentre un ferroso quarto posto al portabandiera dell’Italia Federico Morlacchi che si ferma ad un passo dal sogno (1’00”75).

Stefano Raimondi argento nei 100 dorso S10.

Una carriera tra con la Federnuoto prima dell’incidente, dal 2013 gareggia invece anche con la FINP:” Questa disciplina è stata per me un’occasione di rinascita, perché proprio attraverso lo sport sono tornato a camminare”. E ad oggi possiamo dire che è tornato anche a vincere.

Quinta medaglia per Stefano Raimondi in questa Paralimpiade giapponese. L’azzurro del GS Fiamme Oro e del Verona Swimming Team nella finale dei 100 dorso S10 (59”36) conquista un altro prezioso argento che va ad aggiungere al suo baule di metalli preziosi, per l’esattezza l’oro nei 100 rana, l’argento nei 100 stile libero ed il bronzo nei 100 farfalla. Vince con il nuovo record del mondo Krypak, dominatore dei Giochi imponendosi a 57”19. Fanalino di coda il francese Marais (1’01”30) che sul finale beffa per soli sedici centesimi l’altro azzurro, Riccardo Menciotti che chiude a 1’01”46 (C.C.Aniene).

Francesco Bettella bronzo nei 50 dorso S1.

Dopo il bronzo nei 100 dorso S1, l’ingegnere padovano torna sul podio a festeggiare il suo terzo posto. Ventinove anni in vasca, tra attività riabilitativa, ludica e agonistica, oggi l’atleta del GS Fiamme Oro e della Società Civitas Vitae Sport Education, intasca un’altra perla da infilare nella collana di successi.

L’azzurro chiude i 50 in terza posizione con un crono di 1’14”87, secondo posto per l’ucraino Kol (1’13”78) e oro all’israeliano Shalabi (1’11”79).

“Le persone più importanti nel mio percorso sono state senza dubbio Federica Fornasiero la mia prima allenatrice e Moreno Daga, il mio allenatore attuale, ma anche tutte le società nelle quali ho gareggiato, quindi le ringrazio”.