Massimiliano Sposato
Massimiliano Sposato

“Chi lavora nella scuola calcio prepara il ragazzo per le attività future del settore agonistico, il lavoro che si fa è finalizzato a obiettivi futuri e il compito in questa fase è di formare il giocatore per la sua carriera”, racconta Massimiliano Sposato, allenatore degli Esordienti classe 2005 della Nuova Milvia. In gialloblu da due anni e con un glorioso passato alle spalle (dieci anni nelle giovanili della SS Lazio, ndr) Sposato racconta con orgoglio il delicato ruolo di chi, come lui, si trova a dover preparare i giovani atleti per il passaggio dalla Scuola Calcio al Settore Agonistico. “Il mio premio e la mia soddisfazione più grande sarà vedere i risultati che questi ragazzi porteranno alla società nei prossini anni. In questa fase il nostro compito è di aiutare i ragazzi a crescere sotto il profilo tecnico e tattico, solo così riusciranno ad ottenere risultati nei prossimi anni grazie al lavoro mirato svolto in precedenza. Dalla tattica di base all’agonistica – sottolinea Massimiliano Sposato –, la differenza non è così sottile”. Secondo il tecnico gialloblu, il 70% del lavoro svolto con i giocatori della scuola calcio è tecnico, il 20% riguarda l’attività motoria e il restante 10% è lavoro fisico. “Bisogna innanzitutto preparare mentalmente i ragazzi, perché si passa da un’attività prettamente ludica in cui si gioca a 9 e quindi poco calcistica, per così dire, ad una in cui si gioca in un campo più grande, a 11 e con un arbitro federale. La Nuova Milvia è un’ottima società, c’è grande collaborazione con il Presidente che segue attentamente e con passione il lavoro dei futuri campioncini: sappiamo come motivare i ragazzi senza caricarli di pressioni inutili a quest’età”.

A pochi mesi dal termine del lavoro di Massimiliano Sposato con questo gruppo, il tecnico si ritiene soddisfatto del lavoro svolto nel biennio: “Il gruppo dei 2005 è cresciuto molto in questi anni, sono ragazzi molto uniti che si applicano tanto, sono convinto che con i giusti innesti potranno puntare ad un campionato di livello e, perché no, anche qualcosa di più. Allenarli l’anno prossimo? Sarebbe la mia prima esperienza nell’agonistica. Per mia scelta sono sempre stato accanto ai ragazzi in fase di crescita, per prepararli e formarli a questo momento. Li seguirò con piacere, affidandoli però a un tecnico già “rodato”, con la speranza di vedere i frutti del lavoro di questi anni”.