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“Una notte al museo-l’arte si racconta”, un successo annunciato

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Antonello Ricci
Antonello Ricci

“Una notte al museo: l’arte si racconta” – iniziativa promossa da Archeoares in collaborazione con Banda del racconto nell’ambito dell’evento mondiale “Giornata della Terra” – si conclusa ieri a tarda sera con un bel successo di pubblico, ponendo così il più felice dei sigilli al settimo modulo del master DIBAF-UNITUS per “Narratori di comunità”.
A partire dalle 21.30 il portone del Colle del Duomo si è aperto al pubblico offrendo uno scenario del tutto inconsueto per un museo: solo luci guida (faretti e fiamma viva) per la suggestiva e avvolgente atmosfera che ha connotato una narrazione itinerante tutta declinata al femminile.
Le opere esposte al museo Colle del Duomo – scelte dunque a tema per l’occasione – e narrativamente restituite nel corso della speciale passeggiata sono la miglior riprova del contributo offerto alla storia dell’arte italiana dai migliori artisti viterbesi e dai tanti attivi nel suo territorio.
La finestra formativa del settimo modulo, svoltosi interamente in un luogo deputato alla patrimonializzazione, è stata un esempio di didattica attiva fortemente sperimentale: l’artigiano, capomastro esperto nell’arte del narrare, propone sì la teoria, ma impastata nella pratica, soprattutto attraverso l’esempio concreto, irripetibile maestro di vita. Uno scambio continuo di consigli, dove subito il narratore può, e quindi deve, mettere alla prova le proprie capacità ed esperienze, secondo l’antico adagio “sbagliando s’impara”. Una metodica davvero inedita, particolarmente nell’approccio al patrimonio artistico.
Dopo il benvenuto di Giampaolo Serone di Archeoares, il pubblico, accorso numeroso oltre ogni previsione, è stato sapidamente introdotto e condotto, di sala in sala, dal Frisigello Pietro Benedetti, attore e vero regista della serata, con le sue immancabili ottave improvvisate in rima. Percussioni di Roberto Pecci, colonna sonora “primordiale” e al tempo stesso intima. Antonello Ricci, cerimoniere della narrazione itinerante, ha chiosato criticamente alcune “stazioni” strappando più di una risata. Gli apprendisti narratori infine, affiancando con le loro letture la brava guida Elena Cangiano, hanno saputo ridar vita alle opere, contribuendo al successo della serata. Un bell’approccio insomma al patrimonio artistico in un luogo di alto valore e prestigio culturale. Un’esperienza senz’altro da replicare.