A chiusura del volley mercato parla il DT e Vice Presidente, Marco Vetrella, che dopo settimane di lavoro tra telefono e incontri, tira le somme sulla squadra che si è formata e che andrà a disputare il prossimo campionato serie A2 Credem. La società ha lavorato in maniera incessante per poter partecipare al prossimo campionato che riporta Roma nell’elite del volley nazionale.

Questa Roma può esser la vera scommessa dell’A2?
“Mi fa molto piacere questa domanda, perchè tengo a dire che la vera scommessa non l’abbiamo fatta noi, ma i ragazzi che hanno fatto parte del gruppo dell’anno scorso, hanno compiuto un atto di fede nei nostri confronti”.

In che senso?
“Sono rimasti fermi nei loro propositi e ci sono stati vicino, scommettendo sulla loro carriera. Noi fino alla fine non sapevamo ancora se avremmo completato l’iscrizione. Loro sono rimasti con noi, rifiutando le offerte che, meritatamente da vincitori della serie B, piovevano da altre società, rischiando di rimanere senza squadra alla fine del mercato. Si sono basati solo sulla parola di una possibile iscrizione, volevano raggiungere il sogno che si erano guadagnati sul campo. Un atto di fede nei confronti della dirigenza. Di questo li ringrazierò per sempre. Sono ragazzi seri e di cuore”.

La Roma Volley per fortuna ce l’ha fatta anche in mezzo a tante difficoltà, il campo da gioco, le strutture che mancano.
“Devo dire che aver effettuato l’iscrizione e completato la squadra in tempo è stato emozionante quasi come vincere il campionato due mesi prima. Abbiamo fatto le corse ed è stato un mezzo miracolo, forse anche più della promozione stessa. Da dirigenti è stata la nostra vittoria più difficile”.

E ora?
“Ora viene il bello, non vogliamo darci obiettivi precisi, siamo nuovi in questa realtà, entreremo in punti di piedi in un mondo che è veramente diverso. Però alla fine sempre pallavolo è, la palla è sempre tonda e sempre a 25 si arriva. Il nostro scopo è di non sfigurare, di rendere la città orgogliosa dei nostri colori e di portare Roma nella pallavolo che conta. Più avanti arriveremo e più contenti saremo. Diciamo che se ci dovessimo posizionare ottavi o noni non saremmo contenti al 100%, poi molto dipenderà dalle scommesse, tante, che abbiamo fatto. Se funziona tutto al massimo nessun risultato è precluso”.

Avete allestito una squadra che ha nella vecchia guardia la sua base solida
“Come sempre, dopo una promozione, sperata e programmata, ma comunque sempre sorprendente ed emozionante, rifare la squadra per l’anno successivo è una delle cose più complicate. Da un lato si vuole premiare il gruppo che ha vinto, e dall’altro si deve rinforzarlo. Il passaggio dalla B alla A2 tra l’altro non è di quelli più agevoli perchè lo spessore tecnico del campionato è più alto. L’idea della società è stata quella di andare nel solco della continuità, confermando più possibile chi ha fatto così bene in questi anni, sia i giocatori, sia tutto lo staff tecnico e sanitario”.

Che linee guida avete seguito?
“Abbiamo cercato di migliorare il gruppo senza stravolgerlo, nelle more dell’iscrizione al campionato e della ricerca del campo, difficilissima sfida a Roma, che ha seguito direttamente il Presidente Antonello Barani, siamo quindi andati in parallelo e a fari spenti per la ricerca di giocatori con i profili che ci interessassero”.

C’è un nome che fa molto eco nel mondo del volley, una trattativa intavolata e conclusa in prima persona.
“Michal Lasko è l’acquisto che fa più rumore. Le circostanze di come è avvenuto l’inizio della trattativa sono simpatiche perchè il tutto è avvenuto a una festa di un carissimo amico, cui era invitato anche lui e la sua bella famiglia. Diciamo che Michal era un po’ in incognito, in relax con le bambine e la moglie, a tutto pensavo tranne che alla campagna acquisti. Una volta riconosciuto, gli amici, conoscendomi, mi prendevano in giro e mi dicevano: “Marco facci vedere quanto sei bravo come DS, vai e prendi Lasko”. Un ex nazionale, vice campione olimpico, vincitore di scudetti e Champions. Io ci ho pensato più o meno 10 secondi e sono andato a conoscerlo con una certa dose di sfacciataggine, ma anche con la sicurezza di chi sta provando a fare le cose per bene. E devo dire che ho trovato un ragazzo molto alla mano, simpatico e disponibile. Magari all’inizio poteva essere infastidito, pensavo, ma in realtà abbiamo chiacchierato del più e del meno e ci siamo dati appuntamento da lì a qualche settimana. Poi il resto l’ha fatto il Presidente ovviamente. Ma era curioso l’aneddoto”.

Qualche altra curiosità sulla campagna acquisti?
“La trattativa con Genna è stata lampo. Due messaggi al telefonino, una telefonata di 10 minuti: tipo Ma che sei tornato a Roma? Si. La serie A ti piacerebbe? Si. Questi soldi vanno bene? Si. Bene. È durata neanche 18 ore, magari tutte così le trattative. Anzi, mi sembrava uno scherzo. La trattativa con Oleni stesso come scoutman poi è stata una comica… ma non la posso raccontare. L’ho promesso”.