Scavalcato il turno europeo con l’exploit romanista e il tonfo laziale, le lamentele di Buffon e un sorteggio continentale che sa d’antico visto che farà scendere di nuovo all’Olimpico il Liverpool, il campionato è ripartito dal derby capitolino, crocevia necessario per la corsa Champions. E’ finita a reti bianche la sfida capitale, poche emozioni, qualche nervosismo di troppo, l’espulsione di Radu e il palo di quel Bruno Peres che avrebbe potuto diventare re di Roma se avesse griffato il successo dopo aver salvato la qualificazione Champions a suo tempo contro lo Shaktar Donets. Nel frattempo la Juventus ha vinto il settimo scudetto di fila, inutile nascondersi dietro la cruna di un ago, e gesti apotropaici a parte la real casa bianconera può dare il “la” alle danze. Il Napoli, che pareggia contro il Milan – altro zero a zero – sarà damigella d’onore del torneo, con buona pace d’un girone d’andata disputato, da parte dei partenopei, in stile Bayern Monaco. L’eterna incompiuta del campionato è l’Inter, che non vince e pare abbonata pure lei agli zero a zero, quasi da non crederci per un club che ha speso milioni sul mercato. Dall’altra parte della classifica il Cagliari suona la nona sinfonia all’Udinese, mentre il palindromo Oddo rischia panchina e vagheggia il decimo ko, visto e considerato che giocherà il prossimo turno al San Paolo. Capitola il Crotone, il Chievo raccoglie un punto d’oro al cospetto d’un Torino con le polveri bagnate, il Bologna affossa il Verona e la Spal arriva a fermare la Fiorentina, che da quando aveva perso Astori aveva sempre vinto.

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