Si è svolta martedì 26 la visita alla sezione viterbese dell’AIA di Valerio Marini, arbitro di serie A che a settembre compirà 40 anni e ne vanta 22 di arbitraggio.

Prima di giungere in sede, Marini ha effettuato una seduta di allenamento assieme a un gruppo di giovani arbitri della Tuscia.

A fare gli onori di casa il presidente dell’associazione italiana arbitri di Viterbo, Luigi Gasbarri, che ha accolto il collega della massima serie consegnandogli un oggetto ricordo. L’arbitro di serie A ha contraccambiato donando alla sezione una sua maglia da gara.

Il direttore di gara non si è limitato a una semplice visita, e dopo aver salutato Gasbarri e l’arbitro viterbese Claudio Petrella, con l’ausilio di diapositive ha tenuto una vera e propria lezione motivazionale rivolta ai colleghi più giovani.

“Giocavo a calcio, nel ruolo di libero, e mai avrei pensato di diventare arbitro – ha esordito Valerio Marini – invece, all’età di 18 anni ho comunicato ai compagni di squadra e ai famigliari questa decisione, suscitando più di una perplessità.

Mi sono posto da subiti degli obiettivi e ho cercato di essere sempre concentrato e dare il massimo in ogni occasione. Ho superato tante difficoltà e il 24 aprile 2017 ho fatto l’esordio in serie A. Bisogna provarci sempre per non avere rimpianti – ha proseguito – definire con chiarezza i nostri obiettivi e concentrarsi su di essi. Inoltre, dobbiamo raggiungere il massimo delle nostre capacità e competere con noi stessi, superando i limiti e i difetti che abbiamo tutti.

Importante è anche la preparazione della partita: studiare la classifica, le tattiche delle squadre e le caratteristiche di ciascun giocatore.

Gli obiettivi si raggiungono con l’umiltà e sul campo di gioco – ha concluso Marini – ma occorre impegno, allenamento, voglia di migliorare, abnegazione, passione e mantenere sempre la massima concentrazione”.

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