Guelfi Firenze 55
Guelfi Firenze 55

Simone Anzà è alla sua prima stagione con i Guelfi Firenze, ma ha dimostrato una crescita continua che lo ha portato nel giro di una manciata di partite a diventare uno dei punti fermi della formazione toscana. Il suo arrivo in preseason è passato un po’ sottotraccia a causa dell’acquisto degli import e di Arturo Morara, altro cornerback che, a differenza del siciliano, è già nel giro della nazionale italiana di football americano. L’ex Cardinals Palermo e Storms Pisa non si è però abbattuto e ha continuato a lavorare dimostrando una dedizione a questo sport poco comune anche fra i giocatori di Prima Divisione. La ciliegina sulla torta della sua stagione è rappresentata dall’intercetto messo a segno contro i Grizzlies Roma su lancio di Hoffman. Per saperne di più su un ragazzo arrivato in Toscana per motivi di studio, ma che non ha voluto abbandonare casco ed armatura per dedicarsi solo ai libri dell’Università di Pisa, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il diretto interessato:

Prima di arrivare ai Guelfi ha militato nei Cardinals Palermo e negli Storms Pisa…
“La mia è una storia abbastanza lunga, ma la racconterò molto volentieri: ho iniziato a giocare a football l’anno in cui i Cardinals sono stati rifondati e da quel momento sono passati quasi dieci anni. Durante la mia prima stagione fui impiegato come cornerback, ma dal secondo in poi giocai sempre come free safety. Dopo un paio di stagioni di ‘rodaggio’ la squadra iniziò ad andare bene e sfiorammo la finale di conference perdendo agli overtime contro i Crusaders Cagliari. Bellissima partita, peccato per il finale. L’anno successivo ci prendemmo la nostra rivincita andando a vincere il CIF9 a Torino, dove feci una bella partita che mi valse la convocazione per il raduno della nazionale. Saltai la prima chiamata perché avevo un ginocchio distrutto, ma andai la settimana dopo, al secondo raduno, dove mi provarono da CB e, onestamente, non feci una gran bella figura. Mi riscattai invece qualche mese dopo quando andai a fare il 4Helmet a Varese nel Team Eagle. Fu una gran bella esperienza per me potermi allenare una settimana con gli americani e giocare poi contro l’Italia e la Repubblica Ceca e vincere quel trofeo fu una sensazione dal sapore agrodolce. L’anno dopo mi trasferii a Pisa per l’università e il legame iniziale che avevo con i miei compagni di squadra e la voglia di giocare a 11 mi portarono a giocare a Palermo pur vivendo a Pisa. Chiaramente i soldi erano davvero pochi in società per cui un po’ io, un po’ la società e un po’ i miei compagni di squadra con delle collette riuscimmo a pagare i voli per fare su e giù e giocare una gran bella stagione in Seconda Divisione. Il campionato si concluse con la nostra uscita ai Quarti di Finale per un solo punto in una partita tiratissima contro i Lions Bergamo. A fine stagione si ruppero gli equilibri che avevo a Palermo, per cui decisi di iniziare la mia avventura negli Storms a Pisa. Lì ho militato per due stagioni, creando un gran bel legame con tutti i ragazzi e la dirigenza che mi hanno sempre fatto sentire a casa, sono stati momenti davvero belli ed ancora oggi ho contatti sia con i ragazzi che con gli allenatori. In quelle stagioni però non sono mai riuscito a dare davvero un contributo importante alla squadra e durante l’inverno dell’anno scorso ho deciso di provare una nuova realtà con i Guelfi e la IFL”.

Come si trova in Toscana? Cosa vorrebbe portarsi dietro dalla Sicilia?
“In Toscana mi trovo benissimo e mi piacerebbe davvero poter creare una realtà lavorativa qui, ma chi ha ambizioni nel campo della ricerca, alcune volte, si deve scontrare con delle realtà non proprio meritocratiche, in Toscana come nel resto d’Italia. Dalla Sicilia mi porterei volentieri una cassata al forno!”.

Siete a una vittoria dai play-off e dal terzo posto, se lo sarebbe aspettato a inizio stagione?
“Questa è una bella domanda! Considera che essendo al mio primo anno in IFL non conoscevo bene il livello prima di iniziare, ma nel quarto d’apertura della prima partita a Ferrara ho capito che anche noi potevamo fare la nostra parte insieme agli altri. Abbiamo iniziato un po’ in sordina avendo tanti infortunati ma poi, dopo la sconfitta con i Marines, siamo stati bravi a invertire le tendenze di gioco ed il merito spetta sicuramente agli allenatori”.

Come si trova con gli altri cornerbacks?
“Con i defensive backs mi trovo molto bene. Il gruppo si è rinnovato in tanti elementi, sono arrivati tre giocatori nuovi, qualcuno che aveva smesso è rientrato e dunque siamo stati il gruppo che ha dovuto lavorare di più per raggiungere un buon livello di affiatamento. Fortuna che siamo sempre presenti e lavoriamo bene. Sì, la mia intesa con loro è molto buona”.

Chi è stato il più forte che ha marcato in stagione?
“Il livello dei ricevitori è alto e quindi non è facile rispondere ad una domanda del genere. Penso che il miglior pacchetto ricevitori lo abbiano i Dolphins Ancona, veloci e con buone mani. Detto questo aggiungo che sono molto curioso di giocare contro squadre del girone nord per saggiare anche il loro livello. Non vedo l’ora che arrivino i play-off, ma ora testa alla gara di sabato contro i Warriors Bologna perché abbiamo bisogno di un’altra vittoria per raggiungere la fase ad eliminazione diretta”.