Un centinaio di studenti dell’Istituto Comprensivo “Antonio Gramsci” di Pavona ha accolto l’under 20 della nazionale e delle Fiamme Oro Ludovico Vaccari, accompagnato da Marco Potente. Dopo la proiezione di un filmato riguardante una gara di play off dello scorso campionato ed averne analizzato i vari passaggi insieme al referente della scuola prof. Filosofi, è iniziato il fuoco di fila delle domande. “Ho iniziato il rugby a 8 anni – ha spiegato Ludovico – ma la mia è una tradizione di famiglia perché mio padre e prima di lui mio nonno hanno praticato questo sport. Anzi, mio nonno ha fondato il Rugby Rieti.” Molte le curiosità espresse dai ragazzi, ma anche dalle ragazze. “Certo che le donne praticano il rugby. Se è per questo la nostra Nazionale femminile è anche molto forte e competitiva.” E come la mettiamo con uno sport così fisico. Non sarà pericoloso? “Certo, gli infortuni capitano, proprio come in tutti gli altri sport. Ma forse, proprio perché c’è la consapevolezza che esiste la possibilità di farsi male nei contatti, tutti stanno attenti a seguire le regole in maniera scrupolosa.” Ecco, le regole nel rugby sono un pilastro dal quale non si prescinde, per questo viene considerato molto formativo.

In poche discipline la squadra nel suo complesso è importante come nel rugby. La meta si costruisce tutti insieme e chi mette la palla a terra è solo l’ultimo anello di una catena, rafforzata da un vero spirito di gruppo. Ma si guadagna, azzarda qualcuno? “Molto, in amicizia e in valori” è la risposta pronta di Ludovico “Se vi piace qualcosa, la passione che dedicherete a migliorare le vostre competenze e abilità vi ripagherà anche dei sacrifici. E tu ne hai fatti? “Certo, e li faccio tutt’ora. Sono iscritto al secondo anno di università, perché lo studio è al primo posto. Poi, se devo proprio scegliere, magari rinuncio a un’uscita con gli amici, ma non al mio amato rugby.” Perché, in fondo, una palla rotonda te la restituisce anche il muro, una palla ovale solo un amico.