Nel vittorioso sabato dell’esordio stagionale degli Estra Guelfi Firenze nell’edizione 2018 del Campionato Italiano Football Americano Prima Divisione non sono mancate le celebrità sugli spalti del “Guelfi Sport Center”. Fra i tanti c’era pure Sandro Mencucci, Amministratore Delegato dell’ACF Fiorentina, che ha preso parte assieme a Deborah Cheverino al coin toss che ha dato ufficialmente inizio al match fra i padroni di casa degli Estra Guelfi Firenze e gli UTA Pesaro.

Il dirigente viola si è dimostrato sin dai primi drive del match un vero appassionato della disciplina sportiva più amata dagli americani. Il suo coinvolgimento si è dimostrato talmente sincero e profondo che siamo stati ben felici di sfruttare l’intervallo del suddetto match per scambiare alcune parole con lo stesso Mencucci.

Prima partita al “Guelfi Sport Center” per lei, che aveva già conosciuto una delegazione dei Guelfi Firenze durante un evento svoltosi allo U.S. Consulate General Florence…
“Al Consolato ho incontrato solo persone splendide, a cui auguro il meglio. E’ la prima volta che vengo a vedere una partita di football americano a Firenze, ma ne ho già viste molte negli Stati Uniti d’America. Mi sto godendo uno spettacolo davvero molto bello in un impianto assolutamente fantastico come il Guelfi Sport Center. I viola hanno una squadra interessante e sono convinto che gli import americani potranno dire la loro in un contesto comunque già ricco di talenti. In questo primo tempo sono rimasto colpito da Dayan Almeida Cabrera, che ha messo la ciliegina sulla torta in uno spettacolo già molto coinvolgente. Trovo importante far conoscere ad ancora più persone questa realtà, il football americano è uno sport bellissimo ed è praticamente impossibile non appassionarsene dopo aver visto una partita dal vivo”.

Ha una squadra preferita in NFL? C’è un giocatore che l’ha colpita particolarmente?
“Vado un po’ sul classico e dico Tom Brady dei New England Patriots. Stiamo parlando di un professionista incredibile, che a 40 anni ha giocato l’ennesimo Super Bowl, poi perso contro i Philadelphia Eagles. La sconfitta dei Patriots non mi ha comunque intristito perché rappresenta il simbolo dell’alternanza ai vertici negli sport che si giocano in America. Un ricambio che spesso manca nell’Italia calcistica, dove un’unica squadra ha monopolizzato gli ultimi campionati. Spero quindi che questa situazione del panorama nostrano possa cambiare, sarebbe un bene per tutto lo sport. La nuova ripartizione dei diritti televisivi del campionato di Serie A è più equa e penso che questa situazione possa portare ad una maggiore competitività. Tornando al football americano voglio davvero fare i miei complimenti a questa società, che sta facendo delle grandissime cose ed è riuscita ad attrarre un’azienda molto importante come Estra S.p.A. Ci sono tutti gli elementi per far sì che questa squadra possa attestarsi su alti livelli”.

Nella ACF Fiorentina ci sono giocatori, allenatori o dirigenti appassionati di football americano?
“Purtroppo no. Stiamo parlando di uno sport di nicchia, molte persone non hanno familiarità con questa disciplina. Ho sentito dire spesso che si tratta di uno sport dallo svolgimento lento e questo è un grande errore. Il football americano è tutto tranne che lento, ci sono delle interruzioni ma il ritmo delle gare è sempre altissimo. Ne approfitto per fare una piccola divagazione necessaria per complimentarmi con Ugo Arcangeli, ex Quarterback guelfo, che sta facendo lo speaker e l’animatore in maniera semplicemente fantastica. E’ molto competente e con le sue parole rende l’azione più godibile e fruibile per tutto il pubblico. Mi permetto di dire che ci sarebbe bisogno di lui anche nella cabina di commento di Fox Sports Italia. Ugo Arcangeli è veramente competente e bravo, sono sicuro che farebbe faville anche in TV”.

Mi pare di capire che consiglierebbe una visita al “Guelfi Sport Center” anche ai tifosi della Fiorentina…
“Assolutamente sì. In primis perché quando vediamo le maglie viola il sangue scorre più velocemente. Il tifoso fiorentino vuole sempre vedere un bel gioco condito da un alto tasso di fisicità, d’altronde il calcio in costume si gioca proprio nella nostra città. Un episodio che rappresenta alla perfezione quanto appena detto è stato quello fra Milenkovic ed Higuain, che ha visto il nostro difensore andare faccia a faccia con l’attaccante della Juventus perché quest’ultimo aveva avuto un comportamento non idoneo: è questo che piace al tifoso, che vuole vedere gli atleti in maglia viola farsi valere. Qui, se uno ha qualcosa da dire, placca più forte l’avversario. I tifosi della Fiorentina hanno tutte le caratteristiche per amare questo sport, ovviamente servirà tempo per radicarlo nel tessuto sociale cittadino ma vedo un bel futuro per il football americano a Firenze. E’ vero che qui si usano più le mani dei piedi e che la palla è ovale, ma, in fin dei conti, un goal e un touchdown danno lo stesso godimento”.