Dalla California a Firenze, con una parentesi di due anni in Texas vestendo la maglia degli Huskies della Houston Baptist University. E’ questa, in sintesi, la carriera dell’eclettico Tony Dawson (anche giocatore di basket ai tempi in cui sedeva fra i banchi di scuola della Pete Knight High School), nuovo quarterback dei Guelfi Firenze chiamato a raccogliere il testimone da due colleghi molto amati dalla tifoseria viola come Eddie Printz (stagione 2017) e Danny Dobson (stagione 2016). Il classe 1995 è approdato a Firenze lo scorso venerdì e, dopo qualche giorno di ambientamento, è pronto a presentarsi alla #GuelfiFamily con la sua prima intervista ufficiale. Queste le parole del californiano, che detiene il record di yards corse in una singola partita dell’università texana.

Com’è andata la sua pre-season in America? Su cosa ha lavorato maggiormente durante l’autunno e la prima parte dell’inverno?
“Sono soddisfatto di come ho gestito la mia preparazione individuale. Durante gli ultimi mesi mi sono concentrato sul migliorare alcune mie caratteristiche, in particolare: forza, agilità, velocità di piedi e precisione nei lanci”.

Leo è un “Double-Threat” quarterback. Quali sono le sue principali caratteristiche? Le piace di più guadagnare yards con le sue corse o indirizzando l’ovale verso i ricevitori?
“Il mio primo obiettivo è sempre quello di passare la palla ai miei compagni, non sono un accentratore e mi piace poter condividere il successo con il resto della squadra. Ovviamente so innescare le mie gambe quando la situazione lo richiede”.

C’è una persona in particolare che è stata essenziale per farle compiere il percorso che l’ha portata fino al primo anno nei Senior?
“Non riesco a indicarne una sola, mi dispiace. Ricevo costantemente supporto dalla famiglia, dagli amici e dai tifosi e quindi gioco per tutti loro. Diciamo che questa gente rappresenta il carburante che mi dà la forza di scendere in campo e dare tutto quello che ho”.

Quanto è stato importante Coach Brett Morgan nel suo processo di scelta della squadra?
“L’Head Coach e Direttore Tecnico dei Guelfi Firenze ha recitato un ruolo primario nella mia scelta. Sono qui grazie a lui. Mi ha messo a mio agio sin dal primo colloquio, apprezzo la sua onestà e la sua disponibilità”.

Quali sono le aspettative per la stagione che inizierà a marzo?
“Abbiamo le potenzialità per fare bene. Sinceramente le mie aspettative per questo 2018 sono alte, voglio vincere un bel po’ di partite”.

Dalla lega 3C2A, dove ha giocato con i Cougars del College of the Canyons, alla NCAA Division I. Come è stato questo cambiamento? Che ha influenzato il suo stile di gioco?
“Non ho trovato grandi differenze fra le due organizzazioni. Entrambe le divisioni sono estremamente competitive, ognuno ha un solo obiettivo: la vittoria. La 3C2A mi ha reso una persona più forte a livello mentale ed un atleta che lavora sodo indipendentemente da tutto il resto. Due aspetti che mi hanno aiutato ad avere successo anche ad un’università di NCAA Division I come la Houston Baptist”.