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Stadio Olimpico Coni Lazio
A scuola di Olimpiade con Mario Pescante

Ekecherìa. Così gli Antichi Greci chiamavano quel periodo temporale che accompagnava i giochi olimpici ed era contrassegnato dalla pace tra lepoleis. A quei tempi la tregua olimpica era una cosa seria, e veniva rispettata da tutti. Oggi la geopolitica ha altri interessi, ma la tradizione dell’ekecherìa è tornata viva, almeno da quando l’Onu l’ha fatta propria in occasione dei Giochi di Barcellona 1992.

Oggi Mario Pescante, che in veste di membro CIO ha il compito di divulgare per le Nazioni unite il messaggio di fraternità e uguaglianza che lo sport incarna, ha incontrato nella sala conferenze dello stadio Olimpico 200 studenti romani per una lectio magistralis, organizzata in collaborazione con il CONI Lazio e il Comitato promotore di Roma 2024, sulla storia dello sport olimpico: “Tregua Olimpica. La risoluzione delle Nazioni unite in occasione di Rio 2016”. I giovani provenivano da tre licei a indirizzo sportivo: Benedetto Croce, Pacinotti Archimede e Convitto Nazionale e dall’IIS “Caffè”. Al tavolo dei relatori anche Diana Bianchedi, coordinatore generale di Roma 2024, Antonino Mancuso per il MIUR, il giornalista Piero Mei e il presidente del CONI Lazio Riccardo Viola, che ha moderato l’incontro. A distanza di poco più di un mese dalla presentazione del logo, con la premiazione dei vincitori dei campionati studenteschi nel Lazio, la scuola è tornata protagonista per un appuntamento con al centro Roma e la sua candidatura olimpica.

Pescante ha raccontato storie di vita vissuta legate allo sport. Storie di amicizia che hanno coinvolto atleti di popoli in guerra. Storie esemplari di come la fratellanza sportiva riesca a unire, dove la politica spesso fallisce. “Abbiamo vinto molte battaglie sportive – ha detto rivolto agli studenti – ma una ci è sfuggita, almeno per ora, quella della cultura.” “Voi avete nelle vostre mani il futuro di questo Paese e dello sport, che avete scelto come percorso professionale e di vita.” Terminata la lectio, i ragazzi hanno potuto visitare lo stadio Olimpico, testimone dell’Olimpiade di Roma 60, e le segrete stanze, gli spogliatoi, dove ogni settimana si consuma il rito calcistico di Roma e Lazio.

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