Eugenio Marchina consegna la coppa al Brasile

E’ il Brasile a conquistare la 21ma edizione, grazie alla vittoria per 4-0 sull’Ucraina con reti di Doribatti, Jacopo Da Conceicao, Toledo e Pires. Una finale condotta dall’inizio alla fine con un gioco veloce, spumeggiante e concreto. L’Ucraina non è stata la solita squadra concreta, unita e composta, anzi ha iniziato molto contratta con un gioco lento e prevedibile, una squadra che invece per tutto l’arco del torneo ha offerto grande qualità. I meriti vanno a un Brasile carico a pallettoni fin dai primi minuti, deciso e tenace, i verdeoro hanno fatto valere il proprio gioco di spessore, non a caso alcuni giocatori hanno fatto parte delle giovanili di Milan, Napoli e Fluminense.

Si è trattato della rivincita del Brasile che nel girone eliminatorio era stato sconfitto per 3-2. E pensare che la stessa squadra sudamericana si è qualificata agli ottavi di finale come migliore terza. Per il Brasile, che non ha brillato nelle prime partite, è stato un crescendo, sia nel gioco, sia nell’intesa, ma soprattutto nella consapevolezza. La capacità di fare reparto dei difensori, la brillantezza dei centrocampisti, la classe, l’estro di Doribatti, la velocità e di Toledo e la capacità di concretizzare da parte di Jacopo Da Conceicao hanno fatto si che la stessa squadra conquistasse la coppa più grande.

Le due squadre in campo

Uno dei protagonisti è stato Toledo, ex Udinese, Bologna e Perugia. “I tempi di Cosmi e della serie A sono lontani, ma questa è una bellissima manifestazione. Sono contentissimo per la vittoria, da tre anni provavamo a vincere. Un obiettivo centrato, abbiamo dimostrato che l’unione fa la forza. Io ho tanta voglia di giocare e sono riuscito a dimostrare ancora il mio valore”. Un altro protagonista in campo è Doribatti: “Dopo un periodo iniziale non bello, abbiamo avuto la fortuna di qualificarci come terza. Questo ci ha dato una carica importante, abbiamo sistemato la tattica e gli equilibri. Vincere è stato importante per noi che siamo lontani da casa”.

Raggiante per un’edizione molto bella e non solo per il valore in campo delle squadre è Eugenio Marchina, Presidente del Club Italia. “Ci emozioniamo anche noi, forse anche più dei partecipanti. Siamo molto contenti della partecipazione e del modo in cui gli atleti hanno preso parte. La conclusione della serata finale ne è un esempio, le squadre hanno lasciato il campo assieme. Poi c’è la Resto del Mondo che ha lanciato dei messaggi importanti, proprio nello spirito di questa manifestazione. Abbiamo visto delle belle partite con giocatori veri, ma ripeto il Mundialido non è solo gol, ma sociale, integrazione”.