Per la rubrica “Interviste D valore”, SuperNews ha intervistato Giacomo Gasco, terzino destro classe 2001 in forza alla Pianese. Oltre ad un passato nella primavera del Genoa, Gasco vanta anche diverse convocazioni con la maglia della Nazionale Under 15, 16 e 17. Quest’anno, con la maglia della Pianese, cercherà di affermarsi per il definitivo salto nel professionismo.
Sei un difensore dal potenziale enorme, espresso in parte nell’ultima stagione con la maglia dell’Aglianese. Come reputi il tuo rendimento nell’ultimo campionato? In che aree stai lavorando per migliorarti?
Il mio ultimo campionato, in cui ho totalizzato 21 presenze, nella sua prima parte lo reputo più che buono, perché ho potuto esprimermi al meglio nel ruolo di terzino destro. Purtroppo, la seconda parte della stagione è stata influenzata negativamente da un grave lutto in famiglia, dal Covid e da alcuni infortuni. Ho avuto delle difficoltà, che ho superato con determinazione ed equilibrio.
Quest’anno ci sono i riflettori puntati sulle tue prestazioni. Oltre alle varie voci, quali sono le tue aspettative per il prossimo campionato?
Sono molto entusiasta della scelta fatta (Pianese – ndr). In questa nuova esperienza potrò confrontarmi con dei nuovi compagni, e sono pronto a rimettermi in gioco per perseguire importanti risultati. Tutto questo avviene all’interno di una società che mi offre prospettive di miglioramento e crescita.
Sei cresciuto nelle giovanili del Genoa, giocando anche nella Primavera del Grifone. Ci racconti il tuo percorso calcistico? A quale calciatore ti ispiri?
L’esperienza al Genoa è iniziata all’età di 11, ed è stata molto bella sotto molti punti di vista. Io arrivavo dal FBC Borghetto, squadra in provincia di Savona, alla quale devo molto per la stima e la fiducia che fin da bambino mi hanno sempre riservato. In seguito sono stato chiamato al Genoa, e da lì ho cambiato atteggiamento, responsabilizzandomi ed entrando sempre più nell’ottica di un percorso serio e professionale. Ho imparato tanto ed ho vissuto esperienze che lasciano tanti ricordi nel cuore. Il calciatore al quale mi ispiro e dal quale cerco di imparare è Sergio Ramos.
Qual è stato il momento calcistico più bello e quello più brutto?
Indiscutibilmente, i momenti più belli vissuti nel calcio sono stati gli anni delle convocazioni in Nazionale Under 15,16 e 17, esperienza unica. Il primo volo verso Roma per la prima convocazione in Nazionale non lo dimenticherò mai. Così come non dimenticherò tutte le partite all’estero, grazie alle quali ho avuto modo di incontrare giocatori di altre nazioni, misurandomi con loro in competizioni importanti. Mentre i momenti più brutti, ovviamente, sono quelli degli infortuni che, seppur lievi, tengono lontano dal rettangolo e fanno male, sia al fisico che al cuore. Tuttavia, i momenti brutti li ho sempre superati, grazie anche alla mia famiglia che mi supporta sempre in tutte le situazioni e scelte.
Cos’è il calcio per te?
Il calcio per me all’inizio è stato un gioco, un momento di aggregazione e di divertimento. In seguito, con il passare degli anni, rendendomi conto della fiducia e della stima che i mister mi hanno sempre manifestato, e rendendomi anche conto che venivano riconosciute le mie capacità, ho iniziato a pensare che se umilmente avessi lavorato sodo e creduto in me, accompagnato da tutte le esperienze fatte dai valori trasmessi dalle persone a me vicine, avrei potuto continuare a giocare a livelli importanti. Credo che sia fondamentale mantenere l’umiltà ed un buon equilibrio per poter rendere al meglio e crescere sia professionalmente che come uomo.
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