Daniele Matarrelli
Daniele Matarrelli

L’Atletico Kick Off è ripartito di slancio. La squadra di mister Massimo Lupi e del direttore sportivo Massimiliano Martinelli ha battuto con un netto 3-1 interno l’Estense Tivoli grazie alla doppietta di Daniele Matarrelli e al gol su calcio di rigore di Manuel Mancini.

«Abbiamo iniziato forte la gara andando presto sul 3-0 – racconta proprio Matarrelli – poi gli ospiti hanno accorciato le distanze prima dell’intervallo, ma noi abbiamo sempre gestito l’incontro». Un inizio aggressivo, segno che la squadra capitolina ha lavorato bene durante la sosta e non si è curata nemmeno del freddo glaciale di questi giorni.

«Con mister Lupi devi per forza stare sul pezzo, comunque ci siamo allenati con impegno e concentrazione» sorride l’ex esterno d’attacco (classe 1994) del Fonte Meravigliosa che ha avuto un impatto notevole con la maglia dell’Atletico Kick Off. «Con la doppietta contro l’Estense Tivoli sono salito a tre reti in quattro gare giocate da quando sono arrivato a dicembre: sono molto contento di questo mio andamento e spero di continuare così. I gol li ho sempre fatti, ma è chiaro che giocare in una squadra così forte che predilige il gioco sugli esterni non può che agevolarmi». L’Atletico Kick Off rimane al comando della classifica del girone E di Prima categoria e ormai le intenzioni dell’ambiziosa matricola capitolina sembrano abbastanza chiare. «Se non vinciamo il campionato, il direttore Martinelli ci si mangia» scherza Matarrelli che poi torna serio e aggiunge: «Questa squadra ha delle grandi potenzialità e deve cercare di stare al vertice». Nel prossimo turno l’Atletico Kick Off è atteso dalla più breve trasferta del campionato: dal “Catena” ci si sposterà nell’adiacente campo del Certosa per la sfida con la Fortitudo Calcio Roma. «E’ una sorta di derby e loro, come d’altronde tutte le squadre che affrontiamo, cercheranno di mettercela tutta per creare difficoltà alla prima della classe. Noi dovremo entrare in campo con la solita determinazione e provare ad imporre il nostro gioco» conclude Matarrelli.