Nuove emozioni azzurre ai Giochi olimpici di Tokyo. Daisy Osakue prende per sé la scena, conquistando la finale del lancio del disco ed eguagliando il primato italiano assoluto, lo storico 63,66 stabilito nel giugno del 1996 da Agnese Maffeis. La misura vale alla piemontese il quinto posto assoluto nella lista delle qualificate, guidata dalla statunitense Allman (66,42). Appuntamento con la finale lunedì alle 13 italiane (le 20 giapponesi). Promosse alle semifinali anche Luminosa Bogliolo nei 100hs (12.93, v. +0.4), e le ostacoliste dei 400 Linda Olivieri (55.54) e Yadisleidis Pedroso (55.57). Disco rosso per Eleonora Marchiando nei 400hs (complice una forte collissione con la terza barriera), l’altra ostacolista dei 100 Elisa di Lazzaro (13.08, v. -1.1), e l’astista Claudio Stecchi (tre nulli alla misura d’entrata di 5,30). Intorno all’ora di pranzo italiana (la serata giapponese), seconda sessione: in campo Filippo Randazzo nelle qualificazioni del lungo, Anna Bongiorni nelle semifinali dei 100, Marcell Jacobs e Filippo Tortu nelle batterie dei 100, Elena Bellò nelle semifinali degli 800 metri.

“Sono entrata in pedana dicendo: o la va, o la spacca – racconta entusiasta la Osakue -, mi ripetevo: Daisy devi lanciare, mena, con la cazzimm’, come diciamo da me, senza stare a guardare la tecnica… Però non immaginavo di fare così bene, di entrare in finale alla mia prima Olimpiade, e di eguagliare il primato della Maffeis. Sto ancora tremando, avrò la temperatura a 50 gradi… Sono felicissima, viste le difficoltà di quest’anno, avevo mia madre che pregava al telefono prima della qualificazione, Marilù (Maria Marello, l’ex discobola e allenatrice della Osakue, ndr) a Tokorozawa… è stato un anno complicato, per via dell’ernia al disco, ovvia per una discobola, ma qui contava il cuore più del fisico. Ora testa alla finale, e se possibile voglio aggiungere prima possibile un centimetro alla misura del record. No, scherzi a parte, sono orgogliosa: essere ai livelli di Agense Maffeis mi fa venire i brividi. Sapevo di avere queste misure nelle braccia, ma sono molto scaramantica, tenevo questa considerazione dentro di me. Ora ce l’ho fatta, e sono molto felice!”.