La stagione di Filippo Tortu sui 100 metri parte dal crono di 10.18 in batteria a Rieti (+1.5 il vento). L’azzurro, finalista mondiale, si qualifica per la finale con il miglior tempo ma poi rinuncia a correre la seconda sfida, in una giornata che attendeva il duello tra Tortu e il neo primatista italiano Marcell Jacobs, infortunato nell’ultimo allenamento alla vigilia dell’evento. “Sensazioni buone, non ottime – le prime parole di Tortu dopo la gara – Pensavo di poter far meglio, in allenamento mi sento decisamente meglio di così. Ma nella prima gara dell’anno può succedere di tutto e ora dovrò capire cosa ho sbagliato. Come voto mi do un 6 meno. Non c’è una parte della gara che mi sia piaciuta di più, penso di aver commesso errori in ogni fase. Forse i primi tre o quattro passi sono stati buoni: anche se son pochi, partiamo da quelli. Non corro la finale perché man mano che il bicipite femorale destro si raffredda sento un po’ di fastidio e preferisco non rischiare. Non ho ancora ben in mente le prossime tappe – continua Tortu – Volevamo fare questa gara per capire come muoverci, deciderò insieme al mio allenatore. Spiace l’assenza di Jacobs, gli auguro di riprendersi prima possibile e ci saranno moltissime altre occasioni per confrontarci”. Il 22enne brianzolo tornava a correre sui 100 metri a otto mesi dall’ultima volta, al Golden Gala Pietro Mennea del 2020, e la scorsa settimana aveva rinviato il debutto a causa di un affaticamento muscolare avvertito dopo le World Relays di Chorzow con la staffetta 4×100. In batteria con Tortu, il sardo di origine dominicana Wanderson Polanco (Atl. Riccardi 1946 Milano) pareggia il primato personale con 10.35 e poi si migliora in finale fino a 10.26 (+1.8), davanti a Federico Cattaneo (Aeronautica, 10.34) e Antonio Moro (Delogu Nuoro, 10.42).

Si corre forte a Rieti al femminile. Ottima prova di Gloria Hooper (Carabinieri) che sfreccia in 11.24 nei 100 metri, con vento alle spalle entro i limiti (+1.5), per diventare la quarta italiana di sempre, a un solo decimo dal record nazionale di Manuela Levorato (11.14 a Losanna nel 2001). Per l’azzurra è un progresso di dieci centesimi dopo ben cinque anni rispetto all’11.34 del 2016 ed è un crono che fa proseguire alla grande la sua stagione dopo il successo delle World Relays con la staffetta 4×100. Brava anche Anna Bongiorni (Carabinieri), avanti nei primi ottanta metri, a un centesimo dal primato personale con 11.31, per il terzo posto 11.55 di Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre). Meglio del risultato odierno della Hooper, nella storia azzurra hanno fatto soltanto Levorato, Irene Siragusa (11.21 nel 2018) e Giada Gallina (11.23 nel 1997). “Sorriso a 32 denti! Non ci credo, sono super contenta – il commento della 29enne veronese – In tutte le gare fatte finora avevo trovato troppo vento, a favore o contro. Finalmente è arrivato questo risultato che mi stimola ad andare avanti, ma è solo l’inizio”. Hooper è iscritta anche sui 200 metri di domani a Rieti ed è nel team azzurro che la prossima settimana decollerà per gli Europei a squadre di Chorzow (Polonia, 29-30 maggio).

Comincia dal Guidobaldi la stagione di Paolo Dal Molin nei 110 ostacoli. La prima uscita per la medaglia di bronzo degli Euroindoor di Torun è sulla pista reatina, a poco più di due mesi dalle Olimpiadi. L’azzurro inizia da un incoraggiante 13.56 (+1.6) in finale dopo aver corso in 13.64 (+1.4) in batteria. Doppio impegno anche per gli altri azzurri Lorenzo Perini (Aeronautica) e Hassane Fofana (Fiamme Oro): Perini 13.68, Fofana 13.72. Nel triplo, primatista stagionale per Dariya Derkach (Aeronautica) con 13,90 (+1.0), al sesto turno, due centimetri meglio del recente 13,88 di Roma. Nei 400, Brayan Lopez (46.74) in rimonta sul compagno delle Fiamme Azzurre Lorenzo Benati (46.80).