Alessandro Mastrangeli
Il Vi.Va. calcio dice stop al razzismo

A muso duro contro i “razzisti” (ma che poi neanche sanno cosa sia il razzismo), o per lo meno verso quelle menti bacate che straparlano prima di collegare la bocca al cervello. L’epiteto nei confronti del direttore di gara Petrov urlato nella partita col San Lorenzo nuovo è una ferita difficile da rimarginare, ma i tifosi del Vi.Va. calcio non si perdono d’animo e decidono di dare una mano al club: tutti pagheranno l’obolo di 5 euro per assistere alla partita con l’Atletico Ladispoli in programma il 14 febbraio. Nei punti di ritrovo dei due paesi rappresentati dal Vi.Va. calcio (Vallerano e Vignanello) c’è delusione più che rabbia per quanto accaduto, e l’augurio e la speranza è che il gesto solidale del giorno di San Valentino possa rappresentare anche una svolta per quel che concerne lo stile da hooligan di certi tifosi: si farà del tutto per allontanarli, al fine di evitare più che di pagare multe salate, figure barbine al cospetto della comunità e delle istituzioni che nel corso del tempo hanno avvicinato le iniziative del Vi.Va. calcio. Esemplare fra gli altri l’atteggiamento di Gianluca Cosenza, uno dei baluardi della difesa della squadra allenata da Gianni Patrizi: “Pagherò i cinque euro per mio padre, che non salta mai una partita del Vi.Va., e cinque euro li darò anche io. Stiamo tutti sulla stessa barca ed è giusto che anche chi scenderà in campo, se le la sentirà, potrà contribuire ad ammortizzare la multa”. A “L’angolo bar” di via don Minzoni, unico punto vendita delle figurine del Vi.Va. calcio per la stagione 2015/2016 i capannelli di tifosi, quelli veri, non obiettano, anzi. Sono i primi a tendere una mano per evitare il ripetersi di episodi incresciosi che possano offuscare l’immagine del club.

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