Marco Ballotta
Marco Ballotta

L’ex portiere biancoceleste Marco Ballotta è intervenuto ai microfoni di Radiosei, iniziando da un po’ di amarcord: «Ho giocato diversi derby. In uno subentrai a Peruzzi che si fermò nel riscaldamento. In quell’occasione pareggiammo, poi vinsi invece quello di Behrami all’ultimo minuto. Per com’era andata la partita, finì davvero bene».

Biglia e compagni contro la Sampdoria sono ripartiti subito: «La Lazio mi sta meravigliando. Ha trovato se stessa e dà una sensazione di grande fluidità. A Genova ha imposto il proprio gioco e anche nel derby non è stata messa sotto. Merita la classifica che ha: può rimanere in alto e aspettare un passo falso di qualcuno lì davanti. Deve fare il suo percorso, ci sono le condizioni per fare bene e raggiungere un obiettivo importante. Metto i biancocelesti dopo Juve, Roma e Napoli. Sono all’altezza di squadre come Milan e Fiorentina, anzi i biancocelesti, considerate le ultime prestazioni, hanno un potenziale maggiore di entrambe. E domenica sono quindi nelle condizioni di battere i viola che tra l’altro non stanno giocando come l’anno scorso». Il ruolo di Marchetti è stato messo in discussione: «Tutti sperano sempre di giocare e se capita un’occasione va sfruttata. Strakosha è lì pronto, ma è giovane ed ancora difficile da giudicare. Quando ha giocato ha fatto bene, ma qualche errore è normale aspettarselo. Bisogna valutare tanti aspetti, anche relativi al carattere e alla gestione della partita. Per il momento proseguirei così fino alla fine del campionato. In estate però va presa una decisione. Marchetti è soggetto a infortuni e prestazioni altalenanti. La Lazio ha ambizioni alte: la situazione va valutata bene insieme alle strategie del caso. Se se ne parla da tempo, qualcosa che non va c’è. Il problema rientrerebbe solo se Marchetti dovesse tornare ai livelli di due o tre anni fa. Al momento non dà quella sicurezza che, uno con la sua età e la sua esperienza, dovrebbe dare. Tra un mese o due comunque sarà tutto più chiaro». Poi sulle alternative: «Non ci sono così tanti portieri all’altezza della situazione, perciò bisogna vedere prima in casa propria. Vedo un po’ tutti allo stesso livello. Forse Perin, per motivi caratteriali, ha un qualcosa in più. Tralasciando Donnarumma che difficilmente verrà ceduto». Battute finali dedicate al mercato di gennaio: «L’unione di intenti fa la differenza, a volte ti rinforzi anche solo vendendo. Conta molto la forza dello spogliatoio. Personalmente non interverrei più di tanto».