Guglielmo Perasole
Guglielmo Perasole

3 titoli nazionali junior vinti in un solo lustro non hanno saziato l’appetito degli Estra Guelfi Firenze, che fra poche settimane torneranno in campo con i team U16 e U19 del proprio settore giovanile non solo con la speranza di scrivere pagine importanti nella storia della società, ma anche con l’intento, ancora più importante, di formare validi individui e giocatori di spessore che un giorno avranno il compito di rimpolpare le file del Senior Team vicecampione d’Italia in carica.

In attesa del primo kick-off stagionale dei tornei giovanili abbiamo avuto modo di intervistare Coach Guglielmo Perasole, Responsabile del Settore Giovanile gigliato e capoallenatore della U16 chiamata a difendere lo scudetto conquistato lo scorso gennaio proprio al “Guelfi Sport Center”. Queste le risposte del dirigente dei viola.

Partiamo dalla notizia che ha dato più soddisfazione e gioia a tutto l’ambiente: Andrea Costanzi sta giocando in Texas con la maglia dei Cardinals della Harlingen High School. Pensi che il traguardo raggiunto dal safety / ricevitore possa essere d’ispirazione per tutti i giocatori del settore giovanile? Quanto ti inorgoglisce il sapere di averlo forgiato come suo Head Coach dai tempi della U13 fino al suo esordio in prima squadra sotto la guida di Coach Art Briles (ad esclusione di una parentesi annuale nella quale è stato affidato, con ottimi risultati, a Coach Simone Petrucci)?

“Sono molto orgoglioso e felice per Andrea e per la sua scelta di passare un anno negli Stati Uniti d’America, un’idea che ho sostenuto aiutandolo nella selezione della scuola. Ovviamente stiamo parlando di un talento naturale che ha saputo impegnarsi tantissimo, fino al punto di passare alcune settimane delle proprie estati su suolo americano per allenarsi. Per come la vedo io, questa tappa alla Harlingen High School, non deve essere vista come un traguardo ma solo come un punto di partenza. Il prossimo step per lui dovrà essere quello di ottenere una borsa di studio in un college. Certamente un anno in un contesto del genere non può che far bene a tutti coloro che ne hanno la possibilità, anche se i problemi di natura economica impattano in maniera considerevole su queste scelte”.

Dopo tante stagioni gloriose in U13 la dirigenza gigliata ha fatto la scelta di non schierare un team nel torneo tackle riservato ai più piccoli. Parlaci dell’analisi costi-benefici che ha portato a questa posizione.
“La U13 è da sempre una categoria alla quale siamo affezionatissimi viste le soddisfazioni che ci ha regalato nel recente passato. Già lo scorso anno eravamo riusciti a schierare un team nel campionato dei più piccoli solo grazie all’aiuto di società amiche come Red Jackets Sarzana ed Etruschi Livorno. Quanto accaduto nel 2018 ci ha fatto pensare di abbassare il limite di età ed aprire le porte al mondo del football americano ai bambini di almeno 10 anni, questo per poterli formare per più tempo e mettere in piedi un progetto di mini flag atto a far sviluppare la prossima generazione di giocatori di football. La nostra analisi pertanto è stata semplice visto che non avevamo le capacità per schierare una formazione di dodicenni e tredicenni che potesse disputare un torneo di tackle U13 ed allora abbiamo optato per allungare i tempi del reclutamento ed allargare la fascia di ingresso puntando al campionato flag in partenza nella primavera del 2020. Questo darà modo anche ai coaches, come Pasquale Bandiera, che affiancheranno i bambini di crescere sotto la mia supervisione”.

Visto il tuo ruolo ti chiedo di parlarci degli obiettivi che vi siete prefissati per la selezione U19 e per la selezione U16.
“Lo scorso anno si è esaurito un ciclo per noi riuscendo a centrare tutti gli obiettivi che avevamo, a partire dallo schierare una squadra nostra in U19 per terminare la vittoria del titolo U16. Adesso sentiamo che si è aperta una nuova fase: in U16 punteremo di nuovo alla vittoria finale perché, anche se alcuni elementi di spicco sono saliti di categoria, siamo contenti del percorso di crescita svolto da altri atleti che quest’anno avranno più responsabilità e che comunque verranno affiancati da un QB, da una linea di difesa e da un pacchetto di linebacker già consolidati; per quanto concerne la U19 mi sento di dire che abbiamo un ottimo organico di soli guelfi e riusciremo a disputare la competizione senza bisogno di prestiti da altre società e questo dato è già di per sé un traguardo importante che abbiamo raggiunto. Con i più grandi puntiamo quindi a giocare i play-off, con l’intento di far crescere il gruppo in chiave senior”.

Quali sono i prossimi step che vorresti compiere nelle vesti di Responsabile del Settore Giovanile degli Estra Guelfi Firenze?
“Voglio che il progetto U13 poggi su solide fondamenta con il fine di forgiare una base molto concreta da portare fino in prima squadra. Inoltre sarà importante allargare il coaching staff con ragazzi giovani e giocatori a fine carriera. Professionalizzare il gruppo di allenatori è molto importante, anche perché permetterebbe a me e ad altri elementi della società di poter concentrare più energie su altri aspetti”.

Dopo la serata di festa della Ring Ceremony cosa ci attende per quanto riguarda i programmi di Touchdown?
“Come Guelfi e come Touchdown collaboreremo all’organizzazione delle prossime finali di flag football in programma il 28 e 29 settembre, ma prima, più precisamente questa domenica, avremo tempo per un torneo amichevole sempre di flag. Ovviamente c’è anche altro, sempre a tema sportivo, che bolle in pentola, ma questo non è ancora il momento giusto per parlarne”.