Con pochi giorni restanti a separare gli Estra Guelfi Firenze ed i Seamen Milano dal kick-off dell’Italian Bowl, fissato per sabato 6 luglio alle ore 21, è stato Coach Art Briles a prendere la parola tramite il sito ufficiale dei viola. Il leader tecnico e “spirituale” dei gigliati non ha potuto esimersi dall’analizzare una stagione che lo ha portato a riassaporare le gioie del football giocato dopo gli anni di stop successivi alla sua esperienza come Head Coach dei Bears della Baylor University. Il nativo del Texas non si è limitato a parlare della prima finale scudetto di football americano della storia fiorentina, ma ha abbracciato anche altri temi riguardanti uno dei suoi figli adottivi come Silas Nacita, per poi parlare della sua avventura italiana e del suo futuro. Queste quindi le parole pronunciate da uno degli idoli indiscussi della #GuelfiFamily.

Partiamo dall’inizio dell’edizione 2019 del Campionato Italiano Football Americano Prima Divisione: come sei riuscito a cambiare la mentalità di questa squadra da “non abbiamo alcuna chance di battere i Panthers Parma all’esordio” a “andiamo a Sesto San Giovanni per vincere”?

“Se non credi in ciò che fai non potrai mai raggiungere i risultati che ti sei prefissato. Il processo è partito ancora prima della gara inaugurale del campionato e più precisamente in autunno, quando abbiamo iniziato a parlare di vincere l’anello nonostante lo scetticismo di molti. Per qualcuno equivaleva a sentirsi dire che Babbo Natale esiste davvero. Le cose da quel momento sono andate avanti, abbiamo vinto alcune partite ed il gruppo ha iniziato a crederci sempre di più. Abbiamo dimostrato che siamo una delle due migliori squadre di questa nazione ed adesso non ci resta che provare a vincere l’Italian Bowl”.

C’è un momento che puoi indicare come quello della svolta per l’annata guelfa?
“I momenti sono tre: la vittoria contro Parma alla prima di campionato rimontando uno svantaggio di 17-0, la sconfitta all’ultimo secondo contro i Seamen Milano davanti al nostro pubblico e l’hail mary pass non raccolto in end zone contro i Giants Bolzano la settimana successiva. Battere i Panthers ci ha dato una iniezione di fiducia notevole, mentre perdere di un soffio contro i campioni in carica e contro la corazzata bolzanina ha fatto capire a tutti che potevamo giocarcela contro qualunque avversario. Quei tre momenti hanno costruito la nostra stagione e le vittorie ai play-off contro i Giaguari Torino e, appunto, i Giants Bolzano ne sono la prova”.

Cosa ne pensi del football in Italia. Qui questo sport si basa sullo sforzo di padri di famiglia, lavoratori e studenti che danno il massimo per ciò che amano:
“E’ incredibile! Quello che ho visto in questi mesi mi ha ricompensato e mi ha fatto battere davvero il cuore. Io amo il football, amo allenarlo e amo giocarlo e questi ragazzi sono mossi dalla mia stessa passione. Tutto quello che fanno giocatori e membri dello staff lo fanno per l’amore passionale che hanno verso questo sport. Nessuno di loro ha come fini ultimi quelli di riempirsi le tasche di soldi e di cercare una posizione migliore a livello professionale”.

Ti va di offrirci la tua analisi sui Seamen Milano e sull’Italian Bowl? Cosa può decidere la finale scudetto?
“Come in tutte le partite sono importantissimi i turnover, lo stato di forma con cui approcci la sfida e la posizione di campo dalla quale ti trovi a gestire i vari drive. Per battere i milanesi dovremo avere il predominio sugli special team, offrire una buona prestazione in attacco e non mollare in difesa. Non so quale sai il pensiero comune sulla partita di sabato, ma io mi aspetto una gran battaglia”.

Pensi che la carriera di Silas Nacita sarebbe stata differente se la NCAA non lo avesse estromesso dal mondo dello sport universitario per aver usufruito di cibo gratis e di un’abitazione, due benefici che violavano il regolamento dell’associazione degli atleti collegiali?
“Si tratta solo speculazione. Non voglio dire niente di negativo su di lui e quello che accadde in Texas fu solo frutto di un fraintendimento. Silas Nacita sta avendo una grandissima carriera in Europa ed aveva tutte le possibilità di far bene anche in America. Ma quello che è accaduto nel 2015 si è rivelato essere una grande opportunità per lui, che mai e poi mai avrebbe potuto vivere una vita del genere. Il brusco stop di quattro anni fa lo ha portato a contatto con culture e luoghi lontani da quelli a cui era abituato, arricchendone la personalità. In questo periodo in Italia abbiamo imparato molte cose e sia per me che per lui è veramente soddisfacente poter essere qui”.

Cosa ti mancherà di più di Firenze e della tua vita italiana? Stai considerando l’opportunità di ritornare ad allenare questo gruppo per la stagione 2020?
“Mi mancheranno tantissime cose di questi mesi vissuti in riva all’Arno, ma più di tutte sentirò la mancanza delle bellissime persone che ho conosciuto e che sono diventate mie amiche. Sicuramente, quando rivedrò le foto di questo periodo, lo farò con il sorriso e con tanti bei ricordi impressi nella mia mente. Per quanto riguarda i miei piani per il 2020 devo essere molto onesto… ancora non ne ho fatti. Non sono un tipo a cui piace spingersi molto in là nel tempo con i programmi, voglio vivere la mia vita giorno per giorno e non so cosa farò la prossima primavera”.

C’è qualcosa che vuoi dire ai nostri fans in vista dell’Italian Bowl?
“Sì, ci tengo molto a farlo! A Bolzano siete stati davvero magnifici, ci avete sostenuto facendo tanto rumore e siete stati di grande aiuto. Vi apprezzo molto per la positività con la quale supportate tutti noi in ciò che facciamo in campo. Mi sento davvero fortunato a far parte di tutto questo e non vedo l’ora di vedervi a Sesto San Giovanni questo sabato”.