Milan
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SuperNews ha intervistato Eduardo Maturo, inviato di “Quelli che il calcio…” su RaiDue, autore del bestseller “Papà, van Basten e altri supereroi” e volto noto di Radio Rossonera, che ha analizzato e commentato la stagione del Milan.
Partiamo dalla stagione del Milan che si è chiusa 1 mese fa con la conquista della Champions League all’ultima gara: che voto daresti all’intera annata?
Definirei l’annata epica. A partire dal fatto che il Milan è tornato in Champions League dopo tanti, troppi anni di assenza. E poi è stata una stagione ricca di record: dal gol più veloce della Serie A segnato da Leao al record di vittorie fuori casa, primati che hanno dato ancora più valore ai risultati ottenuti. Un 2° posto finale arrivato dopo un grande girone d’andata e fortemente voluto nonostante le difficoltà che i rossoneri hanno dovuto affrontare nel ritorno: merito della forza di un gruppo che credo si sia consolidato definitivamente nella trasferta contro il Rio Ave, durante quella serie interminabile di rigori. E altrettanto merito che va dato a mister Pioli, capace di gestire al meglio le tante sfaccettature di uno spogliatoio come quello del Milan. Il mio voto alla stagione è sicuramente un 8 pieno.
Parlando di singoli, in stagione chi ti ha soddisfatto di più e chi, al contrario, ti ha deluso?
Kessie è stato senza dubbio il pilastro del Milan 2020/21: ha sbagliato pochissime partite in stagione, ha raggiunto la doppia cifra come gol segnati, ma soprattutto ha acquisito una leadership che gli ha consentito di diventare progressivamente il punto di riferimento. Una crescita culminata nell’ultima di campionato con l’Atalanta quando ha preso per mano la squadra, portandola alla vittoria e alla conquista della qualificazione in Champions League. Ci tengo a sottolineare anche la stagione di Davide Calabria, il giocatore che ha fatto il salto di qualità più grande in stagione: sono stato davvero impressionato dai suoi miglioramenti. Erano molti i tifosi del Milan che non lo ritenevano all’altezza del ruolo di terzino titolare, ora in tanti lo acclamano. Chi mi ha deluso, invece, è un ragazzo dalle grandi potenzialità che era anche partito bene ad inizio anno: è Rafael Leao. Un giocatore che, a mio avviso, ha dimostrato limiti di approccio alla gara troppo elevati. Qualità immense che però, nei momenti decisivi della stagione, sono sempre mancate. Mi aspettavo molto di più da lui.
Capitolo calciomercato: come giudichi la vicenda Donnarumma?
Questo è un tema che mi fa soffrire. Penso a mio figlio di 10 anni che ha iniziato ad appassionarsi al Milan proprio grazie ad un Donnarumma che arrivava dal settore giovanile con lo sguardo ancora spaurito, penso poi a tutti quei bambini che si sono identificati in lui e provo solo delusione e rabbia. Non sono molti nel mondo i giocatori che hanno il privilegio di poter rappresentare un club come vere e proprie bandiere: Gigio era uno di questi, ma a mio avviso non ha voluto sfruttare un’occasione unica, una grande opportunità. L’acquisto di Maignan l’ha fatto sicuramente restare con il cerino in mano, ma erano mesi che si parlava del suo rinnovo e tutta questa attesa, ad un certo punto, non è stata più accettabile. Lui e il suo procuratore hanno tirato troppo la corda. Quello che mi chiedo è: per un paio di milioni di euro in più rispetto agli 8 che gli garantiva il Milan, è valsa davvero la pena per tutto questo? Io credo di no. Speravo potesse diventare il supereroe per la generazione di mio figlio, ma non sarà così.
Un’ultima battuta in chiusura: il colpo che vorresti dal mercato dei rossoneri.
Haaland a parte? Al di là delle battute, penso che il ritorno del Milan in Champions League debba essere bagnato da un grande acquisto, un colpo da 90. Il mio nome, in questo senso, è Dusan Vlahovic: un giocatore dalla forte personalità con colpi da grande campione. Tra l’altro il suo idolo è Zlatan Ibrahimovic e sono convinto che una stagione insieme allo svedese lo aiuterebbe a migliorare ancora di più. Il suo problema è il costo, troppo elevato. Anche se comunque è più economico di Haaland.
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