Patrik Silva (27) durante un turno in battuta. Credit: LG/FIBS

Quattro finali consecutive, qualificazione mondiale raggiunta per la seconda edizione di fila. Sono risultati che parlano da soli, certificano la bontà del progetto giovanili e la grandezza di uno staff collaudato che fa della disciplina e della cultura del lavoro la propria stella cometa e che quando si tratta di centrare i risultati non delude mai le attese. L’Italia è stata più forte della Germania, esattamente come racconta il risultato finale: 19-11 per gli azzurrini. È stata più potente, più coraggiosa, più grintosa, più solida anche di un terreno di gioco fallato – il campo principale di Mortsel – e decisamente non all’altezza di una competizione e di un palcoscenico di questo tipo. L’Italia ha saputo reggere anche i giochi “sporchi” chiamati dal dugout tedesco che ha cercato in tutti i modi – anche con le brutte – di rimontare uno svantaggio che a metà terzo inning era di quattordici punti, frutto di ben undici arrivi a casa base in una sola frazione.

Gli azzurrini, esattamente come fatto giovedì contro la Francia, hanno messo in campo tutta la propria grinta, cattiveria e voglia di vincere certificando anche una crescita, a livello di gruppo, importante e promettente per il futuro.

La voglia della squadra di Stefano Burato si è vista sin da subito, con la valida interna del leadoff Cristian Severino contro il lanciatore partente Benito Bull (figlio di Georg Bull, elemento di spicco della scuola giovanile tedesca e coordinatore delle nazionali), la pazienza di Dario Lomi e la potenza di Matteo Chinello, che con un doppio in profondità nell’esterno destro ha portato a casa il punto del 1-0 mentre un errore in prima base su una rimbalzante di Patrik Silva ha consegnato alla squadra ospite il vantaggio di 3-0.

Stefano Burato ha scelto Matteo Chinello, uno dei protagonisti principali di questa edizione, come partente. E non ha affatto sbagliato: il primo inning termina in un lampo – nonostante un errore difensivo – con tre strikeout nei confronti di Tyler SpeerSamuel Redle e Jayme Warlies in netta difficoltà sulle palle veloci del numero 25. Il secondo inning termina allo stesso modo, questa volta con Jules-Noah MoserRobert Haffner Benito Bull a restare al piatto. L’Italia invece decide di fare la voce grossa: tre singoli consecutivi (Dario LomiMatteo Chinello e Patrik Silva) valgono il 4-0 mentre un colpito (Mattia Pasotto) e quattro ball guadagnati da Michele Dal Pozzo aiutano a riempire le basi ed a segnare la fine della giornata di Benito Bull, rimpiazzato da Jayme Warlies, che aveva cominciato la giornata nell’esterno destro. È qui che l’Italia allunga: Suarez firma il 5-0 con un singolo e poco più tardi una battuta lungo la linea di sinistra da parte di Cristian Severino vale tre basi ed altrettanti punti segnati. Lomi allunga l’attacco con una base ball e Chinello firma il 9-0 con un doppio per regola di campo mentre, subito dopo un nuovo cambio sul monte (dentro Nicolas Waller) è il turno di Patrik Silva, che prima lavora sul conto, poi colpisce un maestoso fuoricampo da tre punti finito oltre le recinzioni dell’esterno sinistro, circa ad ottanta metri dal piatto di casa base. Sul 14-0 l’Italia sente di avere la partita in mano e annusa anche l’odore della manifesta. Chinello si conferma intoccabile con il settimo strikeout su otto battitori affrontati ma poi la Germania risale e, complice alcuni errori in difesa su smorzate e battute a terra, riesce a segnare cinque punti toccando i nervi della squadra italiana che reagisce segnando ulteriori due punti nella parte alta del quarto (intelligente un bunt di Pablo Suarez che sposta Francesco Carlini in terza. I due arriveranno a casa base grazie alle debolezze della difesa teutonica e ad una rimbalzante di Federico Magalotti). La tattica tedesca continua anche nel quarto dove la Germania riempie le basi e mette in difficoltà Chinello, sostituto da Federico Magalotti dopo 82 lanci. Il mancino italiano non riesce però a fermare la squadra di Dominik Buder e Georg Bull che produce due punti con un doppio (Samuel Redle) ed altri due su giocate difensive. Magalotti riesce comunque a tirare l’Italia fuori dai guai e lancia anche un pulito quinto inning mentre l’Italia aggiunge altri tre punti (tra cui due forzati con un colpito ed una base su ball con le basi piene) nel sesto per un vantaggio che si fa ancora più rassicurante e che non viene scalfito al cambio campo dai due punti tedeschi che non hanno valore. Al termine del ventisettesimo out – strikeout guardato di Magalotti su Ario Krischok – esplode la gioia degli azzurrini in un impeto di gioia che trascina anche gli appassionati italiani presenti a sostenere i campioni in carica.

Soddisfatto il manager Stefano Burato a fine partita: “Sapevamo delle difficoltà della Germania sui lanci veloci e abbiamo indovinato la strategia mettendo a lanciare [Matteo] Chinello che ha messo in difficoltà le loro mazze”. “Sul punteggio di 14-0 hanno iniziato a giocare sporco, non a baseball, iniziando a mettere in difficoltà i ragazzi con bunt giocando sulla debolezza mentale che possono avere dei ragazzini di dodici anni, e questo atteggiamento da parte loro non mi è piaciuto”. “I ragazzi hanno reagito bene, sono riusciti a mantenere la freddezza e hanno dimostrato di crederci e di essere squadra”, prosegue Burato. Sulla finale: “qualsiasi sarà l’avversario, noi siamo pronti e ci faremo trovare pronti e per quanto riguarda il monte di lancio abbiamo ancora qualche cartuccia da sparare”. “Sarà una bella partita. Se affronteremo i cechi sappiamo già di aver dimostrato di essere al loro pari, a parte un brutto inning. L’Olanda invece la conosciamo, l’abbiamo studiata e sappiamo dove batte. Ci faremo trovare pronti e faremo sempre del nostro meglio per portare in alto i colori dell’Italia”.

Gli azzurri conosceranno la propria avversaria questa sera, al termine dell’altra semifinale tra Repubblica Ceca e Regno dei Paesi Bassi, ma possono già festeggiare un risultato fondamentale: finale (domani, sabato 14 agosto, ore 17.30) e qualificazione alla Coppa del Mondo WBSC di Tainan (Taiwan).