È la terzultima tappa della Wanda Diamond League, sabato al meeting di Parigi, per un nuovo appuntamento del circuito mondiale a meno di 48 ore da quello di Losanna. Anche stavolta con una presenza azzurra significativa: al via 7 atleti italiani. Nei 3000 metri scende in pista la 21enne Nadia Battocletti, con l’obiettivo puntato sul cronometro, in una stagione che l’ha già vista sfiorare il record italiano dei 5000 piazzandosi settima ai Giochi. Un’altra gara nei 200 per Fausto Desalu, il campione olimpico della 4×100 che proverà a far meglio del 20.56 realizzato giovedì sera in Svizzera. Nell’alto tocca a Elena Vallortigara, tornata a 1,96 quest’anno, che si troverà di fronte l’intero podio a cinque cerchi guidato dalla russa Mariya Lasitskene e nel triplo va in pedana Tobia Bocchi, già due volte sopra i 17 metri (fino a 17,14) e primo degli esclusi dalla finale di Tokyo. In tre al maschile nel mezzofondo, sui 3000 siepi: i finalisti olimpici Ahmed Abdelwahed e Ala Zoghlami (stavolta impegnato nel ruolo di “pacer”) insieme al gemello di quest’ultimo, Osama Zoghlami, tutti cresciuti notevolmente in questa stagione, e anche qui ci sarà l’oro di Tokyo, il marocchino Soufiane El Bakkali. Molti i big attesi allo stadio Charléty della capitale francese, a cominciare dalla freccia giamaicana dello sprint Elaine Thompson-Herah, folgorante in 10.54 una settimana fa a Eugene, mentre ha dato forfait la connazionale Shelly-Ann Fraser-Pryce che si è aggiudicata il duello di giovedì. E altri vanno in caccia di rivincita come Armand “Mondo” Duplantis: il fenomeno del salto con l’asta, sconfitto (soltanto quarto) a Losanna, stavolta proverà a battere l’argento olimpico, lo statunitense Chris Nilsen. Per tutti, anche nel successivo meeting di Bruxelles (3 settembre), c’è la possibilità di guadagnare punti utili nella classifica che qualifica alle finali di Zurigo dell’8 e 9 settembre.

Magnifica la stagione di Nadia Battocletti. Sempre più protagonista in campo internazionale, con una serie di progressi enormi su tutte le distanze. Per nove volte quest’anno ha demolito i personali all’aperto, praticamente in ogni gara tranne due disputate, vincendo, in maglia azzurra agli Europei: sui 5000 nella rassegna continentale a squadre e poi conquistando il titolo U23. Proprio nei 5000 è scesa a 14:46.29 nella finale olimpica, a meno di due secondi dal record italiano assoluto. E vuole crescere anche in quella che potrebbe essere la sua ultima uscita del 2021 su pista. Ha già corso nei 3000 portando a 8:54.91 la migliore prestazione italiana under 23, il 5 giugno a Gravellona Toce, ma l’ennesimo limite di categoria firmato sabato scorso a Cles (nei 2000 con 5:37.60) lascia intravedere orizzonti ancora tutti da scoprire per la trentina delle Fiamme Azzurre. E allora va tenuto d’occhio il primato nazionale assoluto, 8:35.65 di Roberta Brunet (il 16 agosto 1997 a Montecarlo), anche perché si potrebbe correre su ritmi elevati con la burundese Francine Niyonsaba a inseguire un crono a sensazione dopo il probante 9:00.75 di una settimana fa a Eugene sulle due miglia, però ci saranno altre top player, dalla tedesca Konstanze Klosterhalfen all’etiope Fantu Worku, alle keniane Beatrice Chebet (leader mondiale dell’anno con 8:27.49) e Margaret Chelimo Kipkemboi.

Cerca un passo avanti Fausto Desalu (Fiamme Gialle) rispetto ai 200 metri di giovedì a Losanna, dove è stato condizionato dalla stretta prima corsia. Potrebbe non aver sorte migliore, visto il campo di partenti. Ma lo sprinter cremonese, splendido oro con la staffetta a Tokyo, punta comunque a ritoccare quel 20.56 da settimo posto in una gara ventosa (+3.2). È un remake del meeting svizzero con Kenny Bednarek, secondo in Giappone, sfrecciato in un tuonante 19.65 e l’altro statunitense argento olimpico, quello dei 100 metri Fred Kerley, battuto in 19.77.
VALLORTIGARA CON LE BIG – Nuovo confronto con le più forti al mondo per Elena Vallortigara. Ci sono le prime cinque delle Olimpiadi e basta questo per dare l’idea del livello: dall’oro di Mariya Lasitskene (che ha vinto anche a Losanna con 1,98) alle altre due medagliate, l’australiana Nicola McDermott e la giovane ucraina Yaroslava Mahuchikh. La carabiniera vicentina, inserita alla vigilia nel cast delle partecipanti, ha l’occasione di aggiungere centimetri alla misura di 1,93 ottenuta di recente (nella qualificazione olimpica, senza conquistare la finale, e poi con il successo al meeting di Berna) per riportarsi vicina al primato stagionale di 1,96.

Tra gli azzurri che hanno nel mirino la finale di Diamond League c’è senza dubbio Tobia Bocchi. Il 24enne dei Carabinieri ha raccolto punti preziosi con il secondo posto di metà luglio a Gateshead, confermandosi oltre i 17 metri (17,04) a dieci centimetri dal 17,14 degli Assoluti di Rovereto che gli ha dato il pass per Tokyo. Poi l’emiliano ha mancato di un soffio la finale ai Giochi, di soli cinque centimetri, ed è un motivo in più per atterrare lontano a Parigi. In gara il primatista mondiale indoor Hugues Fabrice Zango (Burkina Faso), bronzo a Tokyo.

Al completo il terzetto di specialisti dei 3000 siepi che ha partecipato alle Olimpiadi, ma con obiettivi diversi. Il capolista dell’anno in chiave tricolore Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle), 8:12.04 al Golden Gala e quarto italiano alltime, torna in azione dopo la finale olimpica (chiusa al quattordicesimo posto) dove non è riuscito a ripetere l’ottima batteria. A Tokyo il migliore azzurro è stato Ala Zoghlami (Fiamme Oro), al nono posto, qui però ingaggiato come “pacer”. Farà la sua gara invece il gemello Osama Zoghlami (Aeronautica), che ai Giochi non ha superato il turno, ma in Diamond League a Firenze era riuscito a correre in 8:14.29. Oltre al campione olimpico Soufiane El Bakkali (Marocco) c’è anche il bronzo Benjamin Kigen e il rientro dell’altro keniano Conseslus Kipruto, bicampione mondiale che a Tokyo non ha difeso il titolo.