Da Doha a Doha. Il 3 maggio sulla pedana iridata del Khalifa International Stadium, nella prima tappa della IAAF Diamond League 2019, salterà anche Elena Vallortigara a meno di cinque mesi dai Mondiali in Qatar (qualificazione dell’alto femminile nella prima giornata, venerdì 27 settembre). Per la 27enne vicentina dei Carabinieri, campionessa italiana all’aperto e al coperto, sta per scattare la stagione internazionale dopo lo splendido 2,02 in Diamond League a Londra nello scorso luglio, prestazione che l’ha trasformata nella seconda saltatrice azzurra di sempre. Ed è fortissima la voglia di lasciarsi alle spalle le delusioni degli Europei di Berlino e degli Euroindoor di Glasgow.

In Diamond League comincerai a scoprire la pedana iridata…
“Ci teniamo tanto, io e il mio allenatore Stefano Giardi. È lo stadio dei Mondiali e sarà una bella occasione per iniziare a prendere confidenza con quello che troveremo a settembre. Siamo molto curiosi di capire le condizioni climatiche, la logistica, gli spostamenti: crediamo possa essere utile. E poi avrò avversarie di livello e sono contenta di cominciare a misurarmi con loro: saranno in gara la bulgara Demireva, le ucraine Tabashnyk e Mahuchikh, la lituana Palsyte. Più che cercare la misura, che pure è importante perché non ho ancora lo standard d’iscrizione di 1,94, vorrò vedere a che punto siamo, come sta andando. Scaricherò un po’ per prepararmi ai primi due appuntamenti ma le prestazioni le cercheremo più avanti”.

L’esordio qualche giorno prima, il 25 aprile, nella “tua” Siena per il terzo anno di fila. Che Elena vedremo?
“Il Meeting della Liberazione è una gara a cui mi fa piacere partecipare, al campo dovrebbero esserci molte persone a fare il tifo. Cercherò di rimanere concentrata sugli obiettivi attuali: sentire che la rincorsa funziona, che le sensazioni sono giuste. È il modo per scaldare i motori e iniziare con qualche sicurezza in più”.