Ha iniziato il suo ottavo anno nella Polisportiva Borghesiana di cui ormai è il più “longevo” dei tecnici, fatta eccezione per i componenti storici dello staff come Giuliana Montaldi e Massimo Iacono. Marco Aquili, ancora una volta, sarà il tecnico della prima squadra che quest’anno disputerà di nuovo il campionato di Prima divisione. “Il fatto di essere qui da diversi anni mi rende felice perché evidentemente quando entro in questa palestra c’è sempre qualcosa che riesce a stimolarmi. Quest’anno ho avuto qualche tentennamento anche perché il gruppo è stato molto rinnovato, ma anche sulla spinta del direttore tecnico Stefano Loreti (che guiderà l’Under 18 e la Seconda divisione e dunque collaborerà fianco a fianco con Aquili, ndr) ho capito che c’era la possibilità di fare una bella annata e di creare un ricambio per la prima squadra con atlete “costruite” nel nostro club. Le giovani del vecchio gruppo sono rimaste quasi tutte e tra le grandi è tornata Daniela Cioffi che si era fermata per un periodo, poi potremo contare ancora su elementi come Elena Papa, Ludovica Caliciotti e Alessia Mazzuca che hanno tutte tra i 23 e i 26 anni, ma che conoscono bene queste categorie. Un ringraziamento va all’ex capitano Federica Zoffranieri che ci ha comunicato con serenità e umiltà di volere fare un passo indietro, pur rimanendo al fianco del gruppo e di questo club quando ne avrà la possibilità”. Aquili parla delle possibilità della Polisportiva Borghesiana: “Questo gruppo si può togliere tante soddisfazioni: magari all’inizio potrà fare un po’ fatica, ma poi se riusciamo a metterla sulla tecnica e sulla intensità si possono ottenere risultati. Pensando al livello degli anni scorsi credo si possa puntare a uno dei primi cinque posti, poi dipenderà anche dal valore delle avversarie”. Per le gare ufficiali c’è ancora da attendere: “Probabilmente il campionato inizierà la seconda settimana di novembre. Finora non abbiamo fatto amichevoli, ma probabilmente ne organizzeremo una nel week-end probabilmente e poi ne faremo altre per cercare di oliare anche i meccanismi di gioco” conclude Aquili.

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