Il commissario tecnico della nazionale italiana femminile Davide Mazzanti, nel corso di un incontro stampa online, ha presentato questa mattina la stagione 2021 della nazionale italiana femminile. Il tecnico federale, in collegamento dal raduno azzurro di Cavalese in Val di Fiemme, ha risposto alle domande dei giornalisti, spiegando il programma di lavoro della formazione tricolore che ha come grande obiettivo i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

Alla videoconferenza ha preso parte il presidente Giuseppe Manfredi, che con il suo intervento ha aperto l’incontro stampa: “Finalmente si riparte dopo un anno veramente complicato. Il grande obiettivo sono i Giochi Olimpici di Tokyo e certamente non possiamo nasconderci, non andremo in Giappone come l’ultima squadra, oppure per fare esperienza. Dopo i risultati dell’ultimo Mondiale e dell’Europeo scenderemo in campo a Tokyo per giocarcela contro tutti.
Conosciamo benissimo la qualità del nostro lavoro e dei nostri tecnici che stanno portando avanti un importante programma di preparazione a Cavalese in Val di Fiemme. Una location magnifica, che voglio ringraziare nuovamente per averci messo a disposizione strutture più che adatte alle esigenze della squadra.
Da parte mia posso garantire per l’ennesima volta che la Federazione si impegnerà al massimo per sostenere le sue meravigliose nazionali.”

La parola è passata quindi al commissario tecnico azzurro Davide Mazzanti: “La programmazione della stagione è stata suddivisa in due gruppi. Uno di questi ha già iniziato il lavoro e continuerà fino all’entrata in bolla della VNL (21 maggio), mentre il secondo gruppo preparerà i Giochi olimpici e inizierà la preparazione progressivamente, tenendo conto di quando le atlete hanno terminato la stagione.
Dal 21 maggio quindi ci sarà una squadra che farà la VNL, composta da alcune giovani che hanno avuto già alcune esperienze internazionali e da altre giocatrici che si sono messe in mostra negli ultimi due campionati.
Sempre il 21 maggio partirà la preparazione del gruppo olimpico a Cavalese. La divisione dei due gruppi, però, non pregiudica ad alcune atlete, impegnate nella VNL, la possibilità di giocarsi un posto per Tokyo 2020. Questo ovviamente dipenderà da tante situazioni.
La formazione della VNL sarà guidata da Giulio Bregoli che è il tattico della nazionale, affiancato da Matteo Bertini, al rientro quest’anno in nazionale.
Il resto dello staff, invece, seguirà il gruppo olimpico e in questo periodo ho chiesto un aiuto sul campo come sparring partner ad Andrea Giovi, Michele Parusso e Nicola Daldello.
Il programma prevede due collegiali d’allenamento e poi dei test amichevoli, compreso uno stage all’estero, che sono in via di definizione.
Per quanto riguarda la squadra della VNL, invece, non effettueremo dei cambi durante la manifestazione, l’unico dubbio è su due atlete (Morello e Piva), che in base ai risultati del campionato di serie A2 potrebbero aggiungersi successivamente, sfruttando la finestra disponibile”.

“Il nostro grande obiettivo sono ovviamente i Giochi Olimpici – prosegue il ct azzurro – pensando alle 12 ragazze per Tokyo la mia idea è quella di andare con tre centrali. In base a quello che ha espresso il campionato e in base al valore delle mie centrali, mi sono voluto porre nella condizione di poter scegliere liberamente, mettendo tutte sullo stesso piano e per questo ho deciso di assegnare la fascia di capitano a Miriam Sylla, invece che a Cristina Chirichella. Voglio dare alle quattro le centrali del gruppo olimpico la possibilità di giocarsi alla pari il posto per Tokyo. Ci tengo a precisare che questa scelta non rappresenta nessuna bocciatura per Cristina (Chirichella n.d.r.), né a livello tecnico, né di ruolo. È una decisione dettata dal dover ridurre a dodici elementi il nucleo che in questi anni ha affrontato un determinato percorso, e così ho chiesto un sacrificio a Cristina”.
“Sono soddisfatto di come è iniziata la stagione, c’era tanta attesa di riprendere l’attività – conclude il tecnico marchigiano – è stato bello ritrovarsi con lo staff e le ragazze in raduno a Cavalese. Seguiamo un protocollo rigido, ma qui in Val di Fiemme ci sono tutte le condizioni per fare bene”.