Luciano Cecchi, primo a destra
Luciano Cecchi, primo a destra

Da insegnante di educazione fisica a vice presidente federale. Luciano Cecchi è uomo di sport e della pallavolo conosce tutti i segreti. Consigliere Federale dal 2012, ancora prima Presidente del Comitato Regionale Lazio, è stato anche collaboratore per il settore tecnico delle squadre nazionali di Julio Velasco dal 1989 al 1992. Viene insignito nel 2008 della Stella d’oro del Coni, nel 2010 è Direttore Esecutivo ai Mondiali Maschili e nel 2014 ai Mondiali Femminili. Una vita a bordo campo e seduto alla scrivania con l’unico intento di far crescere il volley italiano. Ancora oggi corre al fianco di Carlo Magri nella corsa alla presidenza perchè nel lavoro, animato da sana passione.

Cecchi ha illustrato perché la Fipav dovrebbe continuare ad essere guidata da Carlo Magri. Che idea si è fatto delle critiche mosse al presidente Magri?
“Ne ho parlato molto con i colleghi attuali del Consiglio Federale. Mi sembra assurdo che chi era all’interno della nostra maggioranza dica oggi che non è stato possibile lavorare o portare avanti delle idee. Credo che nessuno in Italia abbia gli occhi tappati. Il sottoscritto è rimasto al fianco di Carlo Magri perchè non ho accettato come si è manifestata la candidatura di Bruno Cattaneo che ha comunicato solo il 5 ottobre, durante il Congresso Mondiale a Buenos Aires, la sua scesa in campo. Se questo passaggio fosse stato fatto in aprile-maggio, in una circostanza condivisa, non si sarebbe arrivati a questo stato di frammentazione del movimento che sta facendo del male a tutti perchè destabilizza l’ambiente nel pieno dell’attività stagionale”.

Carlo Magri rappresenta la continuità, quale contributo ha dato in questi anni alla pallavolo italiana?
“Durante il suo mandato il presidente ha saputo portare alla Fipav risorse economiche pubbliche e private, consentendo a questa Federazione di organizzare due Mondiali senza pesare in alcun modo sui bilanci lasciando in eredità, oltre che un’immagine vincente del nostro movimento, grandi miglioramenti nell’impiantistica e nelle attrezzature”.

Parliamo del futuro. Come bisogna intervenire per sostenere l’attività dei club in un momento di recessione come quello che stiamo attraversando?
“Le persone che lavorano nella nuova squadra di Magri concordano che bisognerà lavorare soprattutto per il centro-sud dove le risorse sono più scarse. Abbiamo studiato una progettualità finalizzata alla crescita e al consolidamento delle strutture esistenti, cercando di trovare le strade per sostenere i club con che operano sul territorio”.

Può esplicitare meglio il concetto?
“Cercheremo di mettere a punto una sorta di detassazione legata alla partecipazione ai campionati federali ed altre agevolazioni”.

Si parla anche della realizzazione di un nuovo centro federale nel meridione, cosa c’è di vero ?
“E un impegno che abbiamo preso. Vogliamo creare una struttura per la pallavolo. Abbiamo già individuato un’area possibile. Il Centro dovrà dare nuove opportunità alle regioni che vanno dalla Campania fino alla Sicilia per dar modo agli atleti di poter fare quel percorso di eccellenza che ha già portato grandi risultati nel Centro Pavesi di Milano e all’Acqua Acetosa di Roma. I risultati dei Club Italia sono sotto gli occhi di tutti. Il principale scopo di questo progetto sarò quello di valorizzare i talenti del sud che spesso si perdono proprio per quelle carenze strutturali di cui parlavamo prima”.

La sua esperienza, maturata negli organi periferici prima che in federazione, cosa la porta a pensare sul ruolo che devono avere i Comitati regionali e territoriali.
“Abbiamo bisogno di dirigenti che capaci di comprendere le esigenze del loro territorio e operare di conseguenza. Il loro lavoro è strettamente correlato con gli Enti Locali. In alcune regioni c’è grande collaborazione in altre meno. Ad esempio nel Comune di Roma, realtà che conosco da vicino, le problematiche sono soprattutto legate all’ impiantistica. Basti pensare al Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano, l’unico deputato all’attività di vertice, e per il quale ancora non c’è chiarezza su come e da chi dovrà essere gestito. Lo sport purtroppo viene considerato dalle Amministrazioni Pubbliche una cosa marginale e non prioritaria. Sarà importante far capire ai politici l’importanza dello sport come fenomeno sociale”.

Tornando all’Assemblea del 26 febbraio, perché la pallavolo italiana secondo lei dovrebbe dare ancora fiducia a Carlo Magri?
“Perché ci presentiamo con idee nuove e con una squadra fatta da persone in grado di portare un notevole contributo al rinnovamento. Solo chi conosce dall’interno le problematiche del movimento può lavorare con cognizione per risolverle.
Saremo concreti con un programma che presenta punti importanti: il fondo di garanzia per le società, la costruzione di nuovi impianti, la sopravvivenza delle società sportive in difficoltà e la volontà di mettere mano alle regole per i tesseramenti, eliminando le diatribe che sorgono attualmente fra i club fissando dei parametri predeterminati per ogni giocatore o giocatrice che vuole cambiare società”.