Comunità narranti. “Apri gli occhi: c’è Barbarano Romano”. Un’inedita passeggiata/racconto per strade, piazze e monumenti del pittoresco borgo alto-laziale. L’invito è per sabato 18 maggio alle ore 17 sotto la Torre dell’Orologio. Invito tutt’altro che “banale”: visto che a organizzare l’iniziativa, in feconda sinergia con l’associazione “Barbarano cultura”, è l’UIC (Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione territoriale di Viterbo)!

Condurranno la narrazione itinerante Antonello Ricci e la giornalista Giovanna Rossiello (romana all’anagrafe ma ormai da una vita barbaranese doc). Letture e improvvisazioni poetiche saranno a carico dell’attore e regista Pietro Benedetti. Madrina d’eccezione della manifestazione l’infaticabile Eufemia Bombara (appassionato trait d’union tra “Barbarano cultura” e UIC).

L’iniziativa – gratuita – è patrocinata e sostenuta da: Comune di Barbarano Romano; parco regionale “Marturanum”; Banca Lazio Nord credito cooperativo; dalle associazioni: “Amici del cavallo maremmano”, “Cacciatori Barbarano Romano”, Proloco e “Compagnia epica” di Roma.

L’evento sarà cadenzato da letture di poesie (metricate e non) nonché di vecchie pagine degli scrittori di storia locale; sono previsti: un brindisi alla poesia a braccio in ottava rima (tradizione per la quale Barbarano si caratterizzò per generazioni); una rievocazione del gemellaggio “morale” tra Barbarano e Civitavecchia (si parlerà della “Sacrestana” e della “acquacotta degli sfollati” in tempo di guerra); un elogio del silenzio; un omaggio, infine, alla strepitosa veduta di Barbarano disegnata, sul finire degli anni ’20 del XX secolo, dal grande illustratore olandese Escher (insieme con le perdute nidificazioni in situ del capovaccaio sui rostri di tufo a picco che sovrastano il Biedano).

Ma non finisce qui: sarà infatti il barbaranese Franco Menghini a intonare le strofe iniziali del componimento dedicato alla tromba d’aria che colpì Barbarano nel 1965 (opera dell’estempore cantore civitavecchiese Felice Tazzini); di Angelo Fiaschetti invece l’invito a levare in alto i calici per uno speciale brindisi in onore di suo padre Vittorio, valente improvvisatore locale; mentre sarà il parroco dell’Assunta, don Vincenzo Sborchia, a illustrare lo stupefacente trittico del manierista senese Ventura Salimbeni. Non mancheranno, a cospetto di certi poetici e dimenticati scorci del borgo alto-laziale, ricordi e testimonianze dei cittadini. Voglio insomma dire che Barbarano Romano si appresta – almeno per un sabato pomeriggio – a farsi vera comunità narrante.

L’evento culminerà nella ex chiesa di Sant’Angelo, con la proiezione di un corto a tema, opera di Giovanna Rossiello e coi saluti finali di Paola Lollobattista per l’UIC Viterbo accompagnati da quelli di Raimondo Fortuna, presidente di “Barbarano cultura”. Aperitivo a seguire.