Sul podio con il lutto al braccio. Così i tiratori azzurri Fiammetta Rossi, Erminio Frasca e Lorenzo Ferrari hanno deciso di rendere omaggio ai colleghi uccisi nella sparatoria di Trieste. Impegnati nelle gare del diciassettesimo Gran Premio Internazionale di Belgrado, Memorial Milan Sotra, i tre portacolori delle Fiamme Oro sono saliti sulla vetta del podio femminile ed a squadre ed hanno volto esprimere la loro solidarietà alle famiglie degli agenti caduti indossando una fascia nera al braccio.

“Quello che è accaduto a Trieste ci ha toccato profondamente e con questo piccolo gesto abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza ai due colleghi caduti ed ha tutti gli esponenti delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato che quotidianamente prestano servizio con dedizione e sacrificio per difendere lo Stato e la sicurezza di tutti i nostri connazionali”.

Con queste parole la folignate Fiammetta Rossi ha spiegato la decisione presa di comune accordo con i colleghi Erminio Frasca, Lorenzo Ferrari e con il tecnico Antonello Iezzi (Carabinieri).

L’umbra è stata la migliore delle cinque serie di qualifica e si è meritata il primo posto nella batteria di finale con un buon 99/125. Una leadership mai abbandonata anche nel duello per le medaglie, chiuso con lo score di 44/50 che le ha regalato l’oro davanti alle slovacche Veronika Varova, d’argento con 34/50, ed Nikola Molinarova, di bronzo con 26/40.

Con una medaglia individuale si è conclusa anche l’esperienza di Lorenzo Ferrari di Provaglio d’Iseo (BS), primo in qualifica con lo score di 119/125 e poi terzo con 3240 alle spalle dello sloveno Bostjan Macek, primo con 46/50, e del serbo Nemanja Smiljanic, secondo con 45/50. Meno fortunato Erminio Frasca di Priverno (LT), secondo al termine delle cinque serie di gara con 117/125 e poi quinto con 23/30.

In ogni caso il tricolore è tornato a sventolare sul pennone più alto dellì Olympic Shooting Range BG Sport Center Kovilovo grazie all’oro a squadre che i tre poliziotti azzurri si sono meritati con il puneggio di 335/375.