Roberto Arioldi (credit Mario Grassia/Fise)
Roberto Arioldi (credit Mario Grassia/Fise)

Roberto Arioldi è il team manager per la disciplina del salto ostacoli e in questa sedicesima edizione di Jumping Verona è a capo della rappresentativa azzurra. Sedici binomi che la compongono, il meglio in circolazione: e che meglio, visto il momento d’oro che accompagna ormai da inizio anno l’equitazione italiana. Risultati importanti in tutti i concorsi d’Europa. Un momento che Arioldi vorrebbe allungare con uno straordinario risultato anche qui a Fieracavalli nell’appuntamento clou di domenica con la tappa di Coppa del Mondo Longines FEI World Cup™ e magari anche sabato nel Piccolo Gran Premio BMW, anche questa, gara che si preannuncia di alto contenuto tecnico.
“I nostri binomi sono in forma straordinaria e con i buoni risultati in giro per l’Europa cresce la fiducia e l’autostima. C’è voglia di lavorare tutti uniti e questo è un concetto che reputo fondamentale. Se qualcuno pensa di essere migliore dell’altro allora non si va da nessuna parte. Siamo e dobbiamo restare una squadra. Si vince perché siamo un gruppo. A Verona mancherà Ensor de Litrange LXII di Lorenzo De Luca perché ha già saltato molto ed è naturale dargli un periodo di riposo. Ma gli altri stanno tutti bene e sono fiducioso”.
A Verona la concorrenza straniera è micidiale. “In ogni concorso ci misuriamo con un parco di cavalli e cavalieri stranieri di altissimo livello. Magari potessimo avere un parco cavalli come le maggiori potenze straniere tipo Francia, Germania, Belgio, Olanda, solo per citarne alcune. In Italia ogni anno nascono intorno ai 1500 cavalli, in Olanda 15.000. E anche comprare è difficile. Un possibile campioncino tutti preferiscono tenerselo ben stretto a casa propria. Eppure noi ci facciamo valere, ci rispettano, alla faccia dei numeri che ci penalizzano”.

Vincitori della coppa delle Nazioni a Dublino, quarti nella finale della Furisiyya FEi Nations Cup di Barcellona. Zorzi primo in Coppa del Mondo a Oslo, De Luca terzo a Lione, due successi nel Global Champions Tour con Gaudiano e Bucci. Bilancio da applausi. “Per quello che dicevo. Ora l’Italia è rispettata e sportivamente parlando siamo una squadra da temere. Sempre e ovunque. Unico rimpianto Piazza di Siena… E’ ora di prenderci una bella soddisfazione anche in Italia”. A Verona appunto.