RomaOstia
Il patron Luciano Duchi (con il pettorale 8000) in gara alla RomaOstia 1974

La RomaOstia si conferma la gara di corsa su strada più amata dagli italiani. Lo conferma l’entusiasmo e la passione dei primi podisti che hanno visitato Casa RomaOstia fin dall’apertura ufficiale delle 15. Arrivano da tutta Italia e tra di loro si possono ben distingue i primi stranieri, che hanno voluto ritirare subito il loro pettorale per poi immergersi in tre giorni di turismo nella Capitale. Tutti sorridono e parlano tra loro di corsa, di strategie di gara e del velato “mistero” che ogni RomaOstia, da 42 edizioni a questa parte, riserva ai suoi partecipanti.

La RomaOstia è una gara molto tecnica. “Va affrontata con attenzione e con un’ottima conoscenza delle altimetrie, del posizionamento dei ristori e con la piena consapevolezza che il percorso non è un lungo rettilineo piatto ma alterna diversi leggeri falsipiani impegnativi. Sul percorso sono disponibili ristori di acqua, integratori e frutta utili al reintegro” a dirlo è Luciano Duchi, l’ideatore della gara e presidente del comitato organizzatore, “fin dalla prima edizione abbiamo sempre lavorato per rendere la nostra gara il più possibile athlete-friendly: chi la corre deve divertirsi e pensare alla sua performance”.

“Il consiglio più importante che mi sento di dare a tutti prima della gara è quello di leggere con attenzione il nostro foglio notizie dove sono riportate tutte le informazioni più importanti che riguardano il pre-gara, la gara e il dopo-gara” continua Luciano Duchi, “domenica mi aspetto una RomaOstia bella da ricordare e che possa sorprendere, in termini di risultanze cronometriche, di entusiasmo e di partecipazione”.

“Fra i tanti talenti keniani ed etiopi capaci di correre sotto l’ora, al via ci sarà un grande campione come Sergey Lebid” dice Duchi parlando degli elite runners, “ha vinto nove volte il titolo europeo assoluto di corsa campestre e ha sfidato a testa alta i migliori talenti africani, non credo che sarà in grado di vincere ma mi aspetto che faccia una gara importante”.

“Tra le donne abbiamo un cast di tre ottime atlete accreditate sotto l’ora e otto minuti” continua Luciano Duchi, “in particolare Degefa Debele Worknesh, che ha vinto la mezza di Praga in 1h07’14’’ e quella di Valencia in 1h07’51’’, si presenta al via in ottime condizioni e dovrà vedersela con le altre due validissime contendenti Arusei Penniah – quarta nel 2015 – e Angela Tanui”. “Non possiamo escludere che ci potrebbe essere un’eccellente outsider: attenzione a Magdaline Masai che potrebbe stupire proprio in occasione del suo esordio sulle lunghe distanze visto il suo personale sui cinquemila metri in pista di 14’58’’ ”.

“La RomaOstia quest’anno risentirà della mancanza di un parterre di elite runners italiani a causa di due forti concomitanze” conclude Luciano Duchi, “la scorsa settimana si sono disputati i Campionati Italiani di mezza maratona a Fucecchio e tra quindici giorni si correranno i Campionati Mondiali di specialità”. “In tanti, che solitamente preferivano il nostro evento, hanno scelto di correre i Campionati Nazionali e i nostri migliori talenti tricolori correranno invece a Cardiff per proseguire la loro stagione verso le Olimpiadi di Rio”.

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