Era da quasi un ventennio che si erano perse le tracce, in quel del Rally San Martino di Castrozza, di Riccardo Rigo ma quanto raccolto, nel recente weekend, risulta essere un boccone abbondantemente amaro da digerire.

Il pilota di Borgo Valsugana, profondamente affezionato alle strade bianche da svariate stagioni, ritornava a calcare il palcoscenico dell’appuntamento di casa, valevole come penultimo atto del Campionato Italiano WRC, con un importante obiettivo nel proprio mirino.

Reduce da uno sfortunato San Marino il portacolori della Scuderia Malatesta si presentava ai nastri di partenza quale leader provvisorio del Trofeo Tricolore N5, in coabitazione con Bizzozero ed entrambi inseguiti, ad una distanza di sole nove lunghezze, da Garosci.

Con la partita in chiave CIWRC ormai conclusa, troppo il divario da recuperare da Porro, l’evento trentino si presentava come crocevia determinante per l’esito di questa stagione.

Alla guida di una Citroen DS3 N5, curata da Power Brothers dei fratelli Colonna e condivisa con Daiana Darderi alle note, Rigo partiva all’attacco, deciso a dare una decisa spallata alla serie.

Una fatale toccata, sulla lunga “Manghen”, mandava in fumo ogni sogno di gloria casalingo.

“Era dal 2004 che non correvo al San Martino di Castrozza” – racconta Rigo – “e, quest’anno, la posta in gioco era davvero molto alta perchè ci presentavamo da primi nel Trofeo Tricolore N5, assieme a Bizzozero. Avevamo una bella classe, in cinque partenti e con i nostri diretti avversari al via. Dopo un buon shakedown abbiamo affrontato la prima prova speciale, quella sul Manghen, con tanta voglia di fare bene. Purtroppo abbiamo pizzicato un sasso, in una curva a destra, ed il risultato è stato che si sono rotti due cerchi oltre al fusello del triangolo anteriore. Siamo riusciti ad uscire comunque dalla prova ma la nostra gara era già terminata.”

Presentatosi al controllo stop con quasi un minuto di ritardo da Porro, constatando l’entità dei danni alla vettura del double chevron, Rigo non poteva fare altro che alzare bandiera bianca.

Una battuta d’arresto pesante, in chiave campionato, che non pregiudica la possibilità di giocarsi il tutto per tutto sui fondi a scarsa aderenza del conclusivo Rally Liburna Terra.

Un’ultima sfida che, guardando al passato, si presenta amica del trentino, vantando tre successi di classe nelle ultime tre apparizioni su alcuni tra gli sterrati più belli d’Italia.

“Conti alla mano dovremmo essere scesi al secondo posto in campionato” – aggiunge Rigo – “ma non ci vogliamo dare per vinti. Ad inizio Novembre avremo ancora l’opportunità di giocarci il titolo su un terreno a noi favorevole ovvero quello del Liburna. Nelle ultime tre volte che ci siamo presentati qui abbiamo sempre vinto la classe. Nel 2019 e nel 2018 abbiamo fatto nostra la N4 con la Mitsubishi Lancer Evo IX, chiudendo anche ottavi assoluti nel primo, mentre nel 2017 abbiamo vinto la R2B con una Opel Adam R2. Sulla carta è una gara che ci dovrebbe essere amica, sperando che lo sia di più di quella di casa. Lotteremo sino all’ultima speciale.”