Il Premio Internazionale Semplicemente Donna sbarca nella sede aretina dell’Università degli Studi di Siena. L’intensificarsi della fruttuosa collaborazione con il Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale ha infatti portato all’organizzazione congiunta dell’iniziativa “Biografie del cambiamento, Storie, Donne, Educazione”. Un incontro che si svolgerà venerdì 11 giugno alle ore 10 presso l’Aula Magna del Campus del Pionta di Arezzo e che permetterà agli studenti e alle studentesse del Corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione di dialogare e confrontarsi direttamente con le premiate dell’VIII edizione della manifestazione.

“L’obiettivo del Premio Internazionale Semplicemente Donna è sempre stato, fin dalla sua prima edizione, quello di rivolgersi ai giovani perché solo svolgendo una costante e completa azione culturale si può sperare di contrastare il fenomeno della violenza sulle donne – spiega Angelo Morelli, presidente dell’associazione Premio Semplicemente Donna. – Siamo pertanto onorati di aver ricevuto questo invito da parte del Dipartimento di Scienze della formazione, delle scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università degli Studi di Siena, che ci consentirà, attraverso la presenza delle nostre premiate, di affrontare un argomento così complicato sotto vari aspetti. L’iniziativa ci permetterà infatti di affrontare non solo il tema della violenza fisica, ma anche quelli di parità di genere e delle discriminazioni razziali e di religione”.

Organizzata in modalità blended (sia in presenza sia attraverso collegamento online), l’iniziativa porrà l’accento sulle storie e le testimonianze delle premiate configurandosi come il coronamento di un laboratorio riflessivo sui temi dell’educazione di genere, precedentemente condotto con le studentesse e gli studenti del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione. Protagoniste dell’incontro saranno la dottoressa Margherita Cassano, recentemente nominata Presidente aggiunto della Corte di Cassazione; la missionaria comboniana Suor Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale della Rete Mondiale della Vita Consacrata contro la tratta degli esseri umani; l’attivista Khady Koita, sostenitrice dei diritti delle donne, impegnata contro le mutilazioni genitali femminili; l’attrice e drammaturga Isabel Russinova; Melita Cavallo, giudice televisivo di Forum, che ha dedicato la propria carriera alla tutela degli orfani e alle adozioni internazionali, la stilista toscana Eleonora Lastrucci, il professor Enrico Cassano, oncologo impegnato nella lotta contro il cancro al seno e volontario della Fondazione Rava ad Haiti; Laura Roveri, vittima di violenza, oggi impegnata in una serrata attività di testimonianza, e la direttrice d’orchestra Cinzia Pennesi che, nel 2019, è stata insignita del riconoscimento nella categoria “Arte e cultura per il sociale”.

L’incontro sarà introdotto dal direttore del Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale, Ferdinando Abbri, e moderato dalla presidente del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, Loretta Fabbri e dalle professoresse Francesca Bianchi, Alessandra Romano, Laura Occhini e Nicolina Bosco.

“Da tempo, il Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale – spiega il direttore, Ferdinando Abbri – propone una ricca offerta formativa che punta sulla professionalizzazione dei corsi di studio, favorendo percorsi laboratoriali, incoraggiando l’internazionalizzazione e facilitando incontri con stakeholder del territorio nazionale e testimoni privilegiate”.

“Il corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione del dipartimento – aggiunge la professoressa Loretta Fabbri, presidente del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione- da anni, organizza workshop finalizzati allo sviluppo di identità professionali creative in grado di adattarsi alle sfide di un mercato del lavoro in continuo cambiamento. L’incontro dell’11 giugno fa parte, in questo quadro, di un laboratorio sull’educazione di genere che analizza le storie di carriere professionali che hanno avuto un ruolo d’eccellenza nel loro settore o che si sono distinte nella difesa di comunità esposte a marginalizzazione”.