Terminata da un paio di ore la Cerimonia di Apertura dei XVI Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. All’evento, che si concluderà il 5 settembre, prenderanno parte 4.537 atleti in rappresentanza di 163 Nazioni. La mascotte dell’evento, è ‘Someity’, è stata posizionata su una piattaforma galleggiante, ispirata dalla parola “Someiyoshino”, un famoso tipo di fiore di ciliegio, e dalle parole “so mighty” che in inglese significano “così potente”. La caratteristica di questa mascotte è quella di trasmettere una grande forza mentale e fisica, che rappresenta quella degli atleti paralimpici che sono riusciti a diventare campioni e a distinguersi da molti altri.

 

Lo spettacolo futuristico andato in scena allo Stadio Olimpico giapponese si apre con un grande ingranaggio che muovendosi lentamente va a formare prima un percorso unico per poi diramarsi in piste diverse. Queste piste formano un simbolico “para airport” sopra il quale atterrano sogni e possibilità: “Tutti possono volare, anche con una sola ala”. Non a caso “WE HAVE THE WINGS” è il titolo della Cerimonia, che allude appunto alle ali che spingono al volo del sogno paralimpico gli atleti in gara. Questo sogno simbolico viene rappresentato da una bambina giapponese appena dodicenne in carrozzina circondata e protetta dai custodi del vento, prima timorosa del lancio verso l’ignoto, poi conscia e piena di luce e pronta per fare il salto, pronta per volare.

Da lì, su il sipario sulla parata delle 163 Nazioni, la Delegazione Azzurra, alla 14esima posizione, ha due portabandiera d’eccellenza, i campioni paralimpici Federico Morlacchi (GS Fiamme Azzurre/Polha Varese) e Beatrice Vio. L’intera Squadra, capitanata dal Capo Delegazione, il Segretario Generale del Cip, Juri Stara, sembra quasi volteggiare in quello Stadio apparentemente vuoto, le bandierine tricolore sono una combo perfetta con i sorrisi di tutti gli atleti in pista.

Uno spettacolo intenso e delicato con molteplici significati sulla vita e sulla forza che risiede in ognuno di noi. La chiusura della Cerimonia viene affidata a tre atleti che vanno ad accendere il Sacro Fuoco di Olimpia e vengono ufficialmente dichiarati aperti i XVI Giochi Paralimpici di Tokyo 2020.

 

Il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, poco prima della Cerimonia di apertura, ha voluto inviare agli azzurri del Direttore Tecnico Riccardo Vernole un messaggio:” Avrei voluto molto esser lì con voi, avrei voluto potervi salutare di persona come ho sempre fatto, purtroppo il rigido, ma giusto protocollo anti covid non me lo permette. Però vi volevo far giungere il mio saluto dal più profondo del cuore, da poco ho ricevuto una vostra foto pronti verso la Cerimonia di apertura, beh, che dire? Siete straordinariamente belli, uno squadrone fantastico. Vivete e godetevi ogni emozione poiché saranno uniche e ve le porterete dentro per tutta la vita nel cassetto dei ricordi più belli. Una Paralimpiade è un sogno che si realizza. Io vi seguirò sempre e ricordatevi: siete l’Italia più bella per la quale abbiamo lavorato. Forza”.

 

Ha fatto seguito poi il messaggio del Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, Roberto Valori: ”La pandemia non mi ha permesso di essere lì con voi a Tokyo. Vorrei però farvi giungere forte il mio saluto e la mia vicinanza, per tutte le giornate che andrete ad affrontare. Indipendentemente dal risultato, saranno giornate magnifiche ed intense che non dimenticherete mai, anzi conserverete gelosamente questi ricordi così indelebili. Che vi giunga un grande in bocca al lupo a tutti quanti. La FINP non ha lasciato nulla al caso, siete seguiti dai tecnici più bravi che abbiamo in Italia, professionisti eccellenti che hanno dimostrato, con il loro fare, che possiamo arrivare a risultati sorprendenti. Forza ragazzi, date sempre il massimo, emozionatevi !”.

 

A chiudere il cerchio, il Direttore Tecnico e Team Leader Riccardo Vernole subito dopo aver consegnato le cuffie ai suoi atleti: “ Il momento della consegna della cuffia è quasi un rito. E’ il momento più atteso da parte dei nuotatori prima di affrontare una grande competizione. La consegna della cuffia per un atleta ha il medesimo valore e significato della consegna della maglia nazionale per un giocatore. Aver voluto fornire anche a tutto lo Staff una cuffia personalizzata è un modo semplice per far capire però quanto sia importante un lavoro di Team per raggiungere o tentare di raggiungere dei grandi risultati. Saranno giorni intensi, ma noi siamo una Squadra, e per me il significato di Squadra non è una definizione scritta su un libro, ma un concetto che esiste. Vi posso assicurare che ognuno di voi – dice Vernole rivolgendosi agli azzurri – quando starà sul blocco o in acqua non sarà solo, avrà il supporto e lo spirito di tutti quanti noi. Anche se siete preparatissimi, quella forza in più ce la daremo insieme”.