“Roma non ha impianti per svolgere attività agonistica, le squadre romane non possono giocare nella propria città e questo ha evidenti ricadute negative legate agli allenamenti, alla crescita tecnica, atletica ed agonistica dei giovani, costretti a continue trasferte che pesano anche sui bilanci delle società e delle famiglie”. Lo dichiara il consigliere capitolino della Lega Fabrizio Santori a radio Cusano Campus, intervenendo sul tema impianti sportivi romani nel corso della trasmissione: ‘Sport Academy’. “Il paradosso cui assistiamo”, prosegue Santori, “è che il patrimonio di talenti, di campioni, ma anche di appassionati giocatori e di semplici sportivi che hanno diritto a praticare le varie discipline, non cresce e si manifesta a Roma, ma in altri territori. Le società di pallacanestro e pallavolo non riescono a mantenere la serie A, investono soldi per affittare spazi. I campioni si sprecano, in questi come in altri sport. Una ricchezza per l’individuo, per la squadra, per la società sportiva, per la città intera, si perde per via del degrado di molti centri. Inagibili, parzialmente inagibili, devastati, chiusi. Sono tanti, in quasi tutti i quartieri. Un emblema di questo degrado è il Palazzetto dello sport di viale Tiziano. La Lega”, aggiunge il consigliere del Carroccio, “ha presentato una mozione sugli impianti sportivi romani, e riguarda anche altri impianti oltre il Palatiziano: chiediamo di porre l’attenzione anche su quelli fantasma di Corviale e di Cesano. La loro realizzazione consentirà di chiudere il cerchio a livello geografico. Siamo all’anno 0. Grazie al nostro intervento i lavori al palazzetto di viale Tiziano finiranno per luglio, tra tante difficoltà, più probabilmente per fine agosto. Ma servono responsabilità e fermezza da parte di tutti, la situazione penosa degli impianti sportivi romani deve finire. Come membro della commissione lavori pubblici del Campidoglio”, spiega, “ ho insistito per far inserire delle penali qualora i lavori non siano completati nei tempi stabiliti. Sto vagliando i regolamenti per cercare di quantificare i ritardi e capire chi e che cosa li provocano, per quali ragioni, e voglio sapere chi paga i danni causati da continui rinvii e lentezze. L’obiettivo è arrivare a una conclusione, sollecitando gli uffici e cercando di snellire le pratiche burocratiche, ma soprattutto cambiare questa visione del pubblico. Necessario è anche coinvolgere positivamente il privato che prende in appalto i lavori, perché queste situazioni toccano direttamente la vita dei cittadini. A Cesano c’è già qualcosa, ci sono i fondi per accelerare i lavori e terminare la struttura. Dobbiamo però riavviare la macchina e accendere i riflettori sull’intero settore impiantistico-sportivo, utilizzare al meglio tutti gli spazi che già ci sono e realizzarne di nuovi, organizzarli con ampi orari di apertura, consentendo magari di dedicare playground e palestre anche a discipline diverse nell’ambito della giornata. Gli impianti possono essere sempre aperti, luogo di eventi, e prezioso volano anche per la creazione di nuovi posti di lavoro”, conclude Santori.

Articolo precedenteTav, per il 2° Gran Premio in pedana 332 nuove leve
Prossimo articolo#melodiediscoglio, ecco il Mascagni festival