di Alessandro Tozzi
Stranamente ad oggi non ci sono stati malori gravi fra gli atleti, a parte una tennista, il caldo di Tokyo è davvero soffocante, penso che chi gareggia all’aperto se la ricorderà a lungo questa Olimpiade.
La parola del giorno comunque è twisties, che cazz’è?
Quando ha parlato dei suoi problemi, dopo il ritiro, la Biles ha parlato di “twisties”, in pratica un blocco mentale che le fa perdere l’orientamento nello spazio durante l’esecuzione degli esercizi aerei, risultando pericolosa per la sua stessa incolumità fisica. In pratica è la labirintite dei ginnasti, che dopo 20 anni di salti ti prende un giorno e ti toglie buona parte della tua sicurezza, facendoti vivere nella costante incertezza che in qualsiasi momento del volteggio tu possa perdere la stabilità e fare un volo tipo pupazzo di pezza, in pratica facendoti tornare umana come tutti noi, che questo blocco mentale lo abbiamo dalla nascita.
Umano come Paltrinieri, che uscito dalla mononucleosi un mese fa non sapeva se era in grado o meno di fare una prova ad alti livelli, e oggi ha vinto l’argento negli 800 mt dopo una gara tirata tutta in testa, con un cuore e una lucidità che fanno capire che in certi momenti, se ci credi, puoi essere più forte anche delle avversità (o come scrisse Maurensig, ti fa pensare di poter battere a scacchi perfino Dio concedendogli il vantaggio di un pedone).
Oggi 4 medaglie per noi, un buon bottino, siamo arrivati a 19 in totale.
Si torna a vincerne una d’oro, era ora, con le donne del canottaggio dopo una volata mozzafiato, quelle medaglie che se vinci sei contento e se perdi torni a casa e spari al vicino che ti saluta.
Un altro bronzo viene dal canottaggio maschile, l’ultima bronzo dal fioretto a squadre femminile, con il solito psicodramma in semifinale dove l’azzurra è stata rimontata di brutto dalla francese, francesi che poi hanno perso la finale con le russe; in finale terzo posto il Ct della Nazionale italiana a un certo punto ha schierato la figlia che era riserva e meno male che ha vinto, altrimenti ci sarebbero state polemiche per anni.
Nota di colore: una fiorettista ungherese, riserva, ha 45 anni ed è alla settima olimpiade, credo paghi lei per andare perché a casa non ci sa stare.
Anche se non verrà ricordata come una delle Olimpiadi più ricche di soddisfazioni per noi, siamo a 5 medaglie, la cosa buona della scherma è che gli schermidori si accoppiano costantemente fra loro, perpetuando la specie dello schermidore ad alto livello. Stessa cosa stanno facendo i nuotatori, ora si tratta di trovare delle cestiste molto alte che facciano figli con un nostro due metri, per cercare un pivot alto 2.20 per la prossima generazione.
Ieri nel judo una ragazza italiana, un donnone grande e grosso, prima è stata derubata di una medaglia, visto che le hanno chiamato la var di un punto della sua avversaria tre minuti dopo che fosse avvenuto solo quando aveva fatto punto lei, e poi nel dopo gara, fra le lacrime (tutti questi donnoni del judo categoria 70 kg piangono come bambine di 4 anni dopo la sconfitta), ha detto di essere fidanzata con una ragazza, e che è bello sapere che l’Italia fa una legge per evitare la diversità: se lo dice lei dobbiamo crederci, anche perché altrimenti ce mena a tutti.
Nelle pause di Italia Argentina di volley femminile, gli altoparlanti giapponesi sparavano musica italiana, fra le altre ho ascoltato Modugno, Celentano, i Lunapop e Colapesce Di Martino, hanno le idee chiarissime sulla nostra musica.
Un italiano finisce sesto nei 100 stile libero maschili, la gara per eccellenza del nuoto, e alla fine dice “ho fatto una stronzata sennò ero a medaglia”, quando questo succederà anche nei 100 metri di corsa allora la globalizzazione sarà davvero completata.
Interrogazione parlamentare perché durante la gara di Djokovic, la Rai ha mandato in onda lo speakeraggio del doppio maschile, che è una bella forma di doppiaggio visivo per farti venire un twisties a te spettatore: mentre quello tira un dritto vincente, il commentatore parla di smorzata venuta male.
Siamo tutti Simona Biles!