La tredicesima edizione dei Campionati del Mondo in corso di svolgimento al Foro Italico si è conclusa ieri per le coppie italiane. Come noto infatti, tutte le formazioni tricolori sono state eliminate, ma per la FIPAV e il presidente federale Giuseppe Manfredi il bilancio è positivo: “Analizzando attentamente il percorso delle ragazze e dei ragazzi non posso che essere soddisfatto per quanto è stato fatto. L’Italia si è presentata a questa rassegna iridata con ben nove coppie, sei delle quali hanno superato il primo turno. Alcune sono state sfortunate (il riferimento è per le sorelle Orsi Toth, ndr), altre hanno pagato l’emozione dell’esordio per questioni anagrafiche… insomma a volte nello sport a fare la differenza sono i dettagli”.

Il presidente poi prosegue: “La maggior parte dei giocatori e delle giocatrici erano degli esordienti nei Mondiali, quindi direi che è andata molto bene. Analizzando ancor più nel dettaglio, e parlando delle coppie della Nazionale Italiana, la soddisfazione per il percorso fatto è ancora maggiore. Le scelte tecniche fatte si sono confermate corrette, i ragazzi provenienti dal progetto federale del Club Italia stanno progressivamente conquistando spazio e grazie al fatto di essere accompagnati nel loro percorso di crescita da giocatori esperti stanno avendo la possibilità di maturare importanti esperienze molto velocemente. Faccio riferimento, naturalmente, ai casi di Nicolai/Cottafava e Menegatti/Gottardi. Vedere, al termine delle gare, Paolo e Marta “coccolare” e prendersi cura dei loro giovani compagni è il più bel messaggio che si possa trasmett ere; colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente per aver accettato una non facile sfida e cioè quella di tentare di conquistare il pass olimpico con un compagno molto più giovane e inesperto”.

Il presidente conclude: “Non posso che essere ottimista per il futuro, sono certo che le scelte fatte daranno i risultati che noi tutti speriamo; ora dobbiamo solo avere pazienza e aspettare; da parte nostra continueremo a dare tutto il sostegno necessario per lo sviluppo della disciplina”.

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