Xavi Simons
Xavi Simons in azione

A soli 13 anni è già una webstar e ora, attraverso la luce del suo talento, punta ad irradiare anche il Memorial Cristina Varani. Risponde al nome di Xavi Quentin Shay Simons la grande attrazione della seconda edizione del torneo organizzato dall’Asd Racing Club e riservato alla categoria Giovanissimi 2003.
Nato ad Amsterdam il 21 aprile di quell’anno e figlio d’arte (suo padre, Regillio, ha vestito le maglie di NAC Breda, Fortuna Sittard e Willem II tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo secolo giocando da attaccante) è stato così chiamato in onore del capitano del Barcellona Xavi Hernandez. Trasferitosi in Spagna all’età di tre anni, a sette è stato scoperto da Guillermo Amor, altra colonna storica del centrocampo azulgrana con trascorsi in Italia nella Fiorentina di Trapattoni, diventando a stretto giro di posta una dei gioielli più in vista della Masia.
Regista di ruolo e paragonato, anche per la folta capigliatura che lo accomuna al simbolo del calcio colombiano, a Carlos Valderrama, il suo nome è già sul taccuino degli operatori di mercato di tutta Europa, con il Chelsea in pressing costante sul club catalano. Xavi Simons, che nelle eliminatorie guiderà gli iberici nel girone A contro Juventus, Perugia, Renato Curi e Urbetevere e che su YouTube non ha nulla da invidiare ai calciatori di fama mondiale con numeri da capogiro nelle visualizzazioni di ogni video a lui dedicato, spera ora di ripercorrere le orme dei compagni di club che lo hanno preceduto nelle precedenti edizioni della rassegna ardiese, dal gruppo dei 2001 che si impose nel 2014 passando per i ’99 e i 2002, tornati a casa con la palma di miglior giocatore assegnata a Diallo Ba (oggi in forza alla Roma, che ne rimase stregata vedendolo in azione proprio alla Pineta dei Liberti) e Pablo Moreno, laureatosi anche pichichi un anno fa con la bellezza di 19 segnature.

Xavi Simons
Xavi Simons è entrato nella Masia a sette anni ed è oggi uno dei talenti più in vista del settore giovanile del Barcellona

Stranieri e non solo. La kermesse ardeatina, nata nel 2004 come “Memorial Agostino Di Bartolomei” e che dal 2008 al 2014 ha assunto la denominazione di “Memorial Laura Nardoni” prima della nuova e definitiva variazione risalente all’estate scorsa, ha costantemente agito da trampolino di lancio per i prospetti italiani.
Ne sa qualcosa la Roma, serbatoio inesauribile di baby campioncini e ospite fissa dell’appuntamento sin dalla sua genesi, che negli anni ha portato a misurarsi nel quartier generale del Racing tantissimi giocatori che oggi fanno (o hanno già fatto) le fortune delle compagini di A e delle Nazionali azzurre. Tra di loro sono meritevoli di una menzione particolare – in rigoroso ordine di età -, i vari Viviani, Caprari, Politano e Sabelli, tutti già a segno nella massima serie rispettivamente con le casacche di Hellas Verona, Pescara, Sassuolo e Carpi, mentre tra i ’94 è impossibile non citare Federico Ricci, esordiente con la prima squadra giallorossa nella gestione Garcia e grande protagonista della storica cavalcata del Crotone verso la conquista della scorsa cadetteria, con Alessio Romagnoli (battuto in finale dall’Empoli nel 2008), oggi leader della difesa del Milan, che fu il pezzo da novanta del gruppo dei ’95. Nel roster dei ’98, inoltre, comparivano le figurine di ben cinque recenti campioni d’Italia Primavera: il portiere Andrea Romagnoli e il centrale Marchizza, entrambi aggregati da Spalletti per il ritiro di Pinzolo, oltre a Lorenzo Grossi, autore del rigore decisivo contro la Juventus nella finale per il titolo, Alessandro Bordin e Luca Pellegrini.
Accanto al branco di lupacchiotti si è consacrata una serie di cacciatori di scudetti. Dopo aver affilato gli artigli in Pineta, infatti, sono stati diversi i gruppi ad essere saliti sul tetto d’Italia nelle categorie Giovanissimi e Allievi. L’esempio più eclatante è quello dell’Atalanta, nel cui undici iniziale della finale tricolore figuravano ben otto elementi (classe ’99) trionfatori del Nardoni nel 2012, con l’Inter che aveva sbloccato il punteggio con il 2000 Davide Merola (campione d’Italia Giovanissimi un anno fa), capocannoniere in un’edizione, quella del 2013, sublimata dalle prodezze del portoghese del Benfica Mario Ferreira, a partire dalla prossima stagione suo compagno di squadra in nerazzurro. Nella stessa categoria (Allievi) ricca di vecchie conoscenze ardeatina era stato anche l’atto conclusivo del 2015 tra Roma ed Empoli, mentre volgendo lo sguardo ai singoli non è passata inosservata la presenza agli Europei Under 19 dei milanisti Cutrone e Locatelli, unici ’98 convocati dal commissario tecnico Paolo Vanoli per una spedizione conclusa sulla piazza d’onore, con il secondo che ha già debuttato in serie A alla corte di Brocchi.