Antonio Urso, presidente Fipe
Antonio Urso, presidente Fipe

Il presidente della Fipe Antonio Urso ripercorre i sette giorni che lo hanno visto riconfermato alla guida della Federazione Europea e che hanno visto gli Azzurri protagonisti assoluti sulle pedane di Forde. Nei commenti tutta la soddisfazione per aver centrato l’obiettivo massimo della qualificazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici con le nostre Nazionali.

Presidente Urso, è stata una settimana trionfale, ne capitano poche così piene nella vita di un Dirigente Sportivo?

Si, è vero; sono molto felice per come sono andate le cose in questo ultimo periodo; a volte si vive in apnea per lunghi mesi e poi si esce improvvisamente all’aria aperta e si respira ossigeno assieme a grandi gioie; abbiamo superato quattro obiettivi molto importanti.

Da dove partiamo? Visto che sono tutte belle notizie, ci dica lei quelle che emotivamente le hanno procurato maggiore soddisfazione.

E’ difficile in questi casi fare una scaletta delle priorità e allora vado semplicemente in ordine cronologico per come si sono susseguite, nella considerazione che sono un po’ tutte collegate l’una all’altra; la prima è la rielezione alla Presidenza Europea che considero sì, una bella soddisfazione personale, ma è bene che si sappia che l’onere di guidare il Continente è molto gravoso, mentre quello che mi interessa sottolineare è che la mia rielezione paga la politica di pulizia sportiva (mi riferisco al doping) ed amministrativa che in Italia in particolare sta dando i suoi frutti; non è solo un successo mio personale, e non è retorico né ipocrita dirlo, è un successo di tutta la FIPE, almeno di quella parte maggioritaria che con me, gran parte di questo Consiglio Federale e delle Società Sportive affiliate, ha sposato questa linea di condotta etica, che alla lunga e seppure con grande fatica, sta dando i suoi importanti frutti anche sul piano tecnico agonistico. E guarda caso, ridotto il doping in Europa in nostri Atleti sono tornati competitivi.

Chimenti Malagò Urso
Tre presidenti al servizio dello sport: Chimenti, Malagò, Urso (foto Mezzelani)

Dunque capiamo che il filo conduttore che lega la sua rielezione alla Presidenza Europea con i successi in Norvegia e la qualificazione olimpica sia proprio in questa volontà di sposare una linea di rigore e di pulizia?

Esattamente, ed arrivo alle medaglie di Førde che rappresentano il massimo bottino mai raggiunto dalla Federazione in campo Europeo assoluto e ci hanno portato alla qualificazione olimpica per Rio con un Maschio ed una Femmina; una gioia umana straordinaria ed una soddisfazione professionale irripetibile. Da quando nel 2013 ho assunto la carica ad interim della Direzione Tecnica Nazionale sapevo bene quale fossero i rischi; la sovrapposizione delle cariche politiche e tecniche dà adito ad elucubrazioni di ogni genere, ma la realtà è che era necessario assumere la guida della Direzione Tecnica proprio per dare maggiore forza, autorevolezza ed autorità al settore tecnico in un momento di transizione generazionale dei Tecnici. E la cosa per fortuna ha pagato. Ma le difficoltà maggiori, non sono venute solo dai critici interni e detrattori di professione, quelli ci saranno sempre, sono venute purtroppo dall’organizzazione della disciplina a livello internazionale.

A cosa si riferisce Presidente?

Mi riferisco al fatto che la nostra è una disciplina individuale e la qualificazione si fa a squadre con tutte le problematiche che la cosa comporta. Ho provato a portare in seno al Direttivo della Federazione Mondiale la modifica dei criteri di Qualificazione ma invano fino ad ora e il motivo, non detto ufficialmente, è sempre quello economico; Ma per Tokyo 2020 finalmente dovremmo poter assistere a questa nuova formula di qualificazione: quella individuale.

E’ riuscito allora a districarsi tra tutto questo?

Si, ma da solo non sarei andato molto avanti; il ruolo di Direttore Tecnico può essere condotto con successo solo se si tiene conto di tutti i fattori in campo; devi essere un “Primus inter pares” devi sentire sempre tutti e fidarti dei tuoi collaboratori, devi ascoltare le ragioni di tutti, soprattutto degli Atleti ed assieme dei Tecnici, mediarle e poi però fare la sintesi. Il ruolo del DTN non è dissimile da quelle del Presidente, si vive in gruppo, si tiene conto di tutti, ma poi alla fine sei solo a fare la sintesi ed a decidere; si vince tutti assieme ma si perde da soli. Ed oggi sono molto orgoglioso di aver vinto assieme a questi straordinari Atleti ed a tutti i Componenti dello staff tecnico e sanitario.

Torniamo agli Europei di Førde cosa è andato bene e cosa meno?

E’ andato tutto benissimo; un bottino di medaglie straordinario (nove in tutto) ma, soprattutto abbiamo raggiunto l’obiettivo della qualificazione olimpica e saremo a Rio con due atleti, un uomo ed una donna. In dettaglio è stato straordinario Mirco Scarantino, per il primo titolo assoluto Europeo vinto e per il posizionamento nella ranking di squadra oltre che quello individuale; è ritornata ai vertici anche la nostra piccola grande Genny Pagliaro, che da anni è il faro di questa squadra femminile; abbiamo avuto la splendida conferma di Giorgia Bordignon che oramai da diversi anni ha raggiunto livelli top anche nella ranking olimpica tanto da giocarsi il posto a Rio con la stessa Genny; ci aspettavamo qualcosa in più come risultato individuale da Nino Pizzolato, il quale, nonostante possa essere stato caricato da troppe aspettative, tenuto conto anche della giovane età (ricordiamo che è ancora Juniores), ha vinto un bronzo di specialità molto importante, ed è ancora in prima linea per la eventuale partecipazione a Rio: nulla è compromesso per lui. Sono andati benissimo tutti gli altri Atleti, che hanno dato il loro straordinario contributo, portando a termine le proprie gare e contribuendo al risultato di squadra in maniera determinante. Voglio ringraziare a tal proposito oltre agli Atleti e tutto lo Staff Tecnico Sanitario (sia quello presente a Førde che la parte rimasta in Italia), anche gli Uffici della Segreteria Federale e gli Ufficiali di Gara; la vittoria, dicevamo prima, è sempre un concorso di meriti, ai quali tutti, in questo specifico caso, hanno partecipato in maniera determinante. Ed infine voglio ringraziare il CONI nella persona del Presidente Giovanni Malagò e di tutto lo Staff della PO, guidato dal Vice Segretario Carlo Mornati, che hanno supportato da subito, ed in termini concreti, il nostro progetto olimpico.

Antonio Urso
Antonio Urso durante un convegno sull’allenamento della forza in campo giovanile

Sappiamo che con la qualificazione a squadre non si assegnano pass ad personam, per cui saràla Federazione a decidere. Chi andrà a Rio?

“Si, confermo; seguendo le indicazioni del CONI, ma anche ovviamente sulla base della nostra esperienza, già nel mese di aprile 2015 il Consiglio Federale aveva stabilito dei criteri avendo però come base di partenza l’ipotesi della qualificazione ai Mondiali di Houston; poi, essendo andata male negli USA, il Consiglio Federale, nella riunione del 24 gennaio 2016 ha riformulato i criteri, che prevedono che vengano selezionati gli Atleti che nella ranking olimpica di riferimento della propria categoria, al termine di tutte le gare di qualificazione olimpica (anche degli altri continenti,) abbiano la posizione migliore. Con questa logica si è inteso premiare ovviamente il merito tecnico/agonistico a livello di ranking olimpica, trasferendo però la posizione nella ranking non ad oggi, che non avrebbe avuto senso, ma alla fine di tutte le gare di qualificazione del circuito internazionale, quando la fotografia esatta delle ranking avrà più coerenza con la vicinanza temporale allo svolgimento della gara di Rio”.

Dunque dobbiamo ancora aspettare per sapere chi saranno i due alfieri azzurri della Pesistica Italiana a Rio?

“Assolutamente sì; ma è opportuno anche precisare, che oltre alle posizioni della ranking, al termine delle gare di qualificazione, la Federazione con la Direzione Tecnica Nazionale si riserva di scegliere in base al proprio autonomo potere discrezionale, che non deve essere visto come uno strumento di parte, ma semplicemente come l’espressione di quella valutazione contingente che solo la conoscenza diretta degli Atleti al momento delle scelte può determinare, e secondo noi questa è la base dello sport agonistico, che non può essere ricondotto a soli criteri oggettivi. Si dovrà, dunque, tenere conto, al momento della decisione, delle condizioni di forma, medico sanitarie e motivazionali degli Atleti eventualmente coinvolti. E questo, perché non si va ai Giochi Olimpici solo per partecipare, checché se ne dica, ma si va ai Giochi per cercare di ottenere il massimo e con la squadra più in forma di cui si dispone, sempre sulla carta ovviamente, al momento del termine ultimo della selezione. Abbiamo tutto l’interesse personale e federale di portare a Rio gli Atleti migliori in assoluto e questo lo determina la ranking, ma anche quelli più in forma al momento opportuno. Ricordo inoltre che a Rio non si gareggia per la FIPE ma bensì per conto del Comitato Olimpico Italiano ed è al CONI che dobbiamo garantire gli atleti migliori”.

Tornando all’inizio, abbiamo parlato di settimana trionfale per la FIPE, che altro è successo oltre quanto già commentato?

“Abbiamo avuto conferma anche della raggiunta qualificazione paralimpica della nostra Atleta ancora giovanissima Martina Barbierato, e siamo ancora in ballo con un altro Atleta, Matteo Cattini. In questo caso lasciatemi parlare proprio di gioia umana oltre che sportiva e professionale. Questi sono Atleti meravigliosi che sfidano le proprie oggettive difficoltà, oltre a quelle dell’agone sportivo. Con la Pesistica Paralimpica abbiamo iniziato ufficialmente solo dal 2011, ed al primo quadriennio abbiamo subito centrato l’obiettivo della qualificazione, peraltro dopo un percorso lungo e faticoso, dal momento che i criteri per la qualificazione paralimpica dell’IPC sono complicatissimi; ha pagato la nostra perseveranza, il fatto di essere presenti a tutte le gare, con un investimento economico notevole, perché le gare principali si svolgono di norma negli altri continenti e con una dotazione di risorse ancora troppo esigua per rilanciare a dovere la nostra disciplina paralimpica. Mi sia consentito ringraziare pubblicamente il CIP, nella persona del Presidente Luca Pancalli che ha creduto nel nostro progetto sin dall’inizio; ovviamente Martina ed i suoi tecnici sociali e tutti gli altri Atleti azzurri; ringrazio infine il Direttore Tecnico Nazionale Sandro Boraschi con il suo staff ed il Consigliere Federale Delegato Salvo Primo per avere portato avanti con caparbietà e professionalità questa straordinaria avventura. Siamo convinti che questo primo grande passo della FIPE nel mondo Paralimpico costituirà un volano straordinario per questa disciplina sportiva che può dare molte soddisfazioni sportive, ma può anche essere di aiuto per molti ragazzi disabili sia dal punto di vista del rafforzamento muscolare e scheletrico che psicologico e motivazionale”.

Ci ha parlato di quattro obiettivi; per ora ne abbiamo contati tre.

“Non si tratta di una vera e propria quarta vittoria come le altre tre, ma di una vittoria indiretta e morale, nel senso che le tre vittorie descritte sono la sola risposta che possiamo dare alle contrarietà, e questa è la vittoria più bella. Noi non abbiamo altri strumenti per difenderci dagli attacchi che stiamo subendo in questi ultimi mesi; mi riferisco a pagine buie della nostra Federazione, ad una vera e propria aggressione che stiamo subendo con denunce, tramite ignobili lettere anonime e a mezzo social network, con modalità che travalicano la semplice e legittima critica e che hanno ampiamente sconfinato nella diffamazione, nella minaccia e nell’offesa personale. E’ in atto una vera e propria attività di rincorsa al potere fine a sé stesso; l’aspirazione di acquisire ruoli politici è assolutamente legittima, quello che non è consentito, e a cui non daremo più alcuna tregua, denunciando alla giustizia ordinaria chiunque se ne renderà partecipe o complice, è l’utilizzo di questi strumenti e di queste modalità, che nascono per infangare ed infamare il sottoscritto, ma finiscono per screditare tutta la nostra Federazione. Chi si volesse candidare alle Cariche Federali è legittimato a farlo, ci mancherebbe altro, venendo allo scoperto, presentandosi pubblicamente e se possibile aprendosi al confronto sul merito, sui contenuti e sui programmi e progetti. Invece si preferisce agire nell’ombra, picconando tutto quanto fatto finora, senza pensare che quando si creano macerie, le macerie restano lì e li si ritroveranno anche quando un domani dovessero cambiare i vertici della Federazione. Chi fa questo gioco, non fa il bene di questa Federazione e né dello sport in generale, ma solo i propri miseri interessi di parte”.

Vuol dire che si ricandiderà ufficialmente alla Presidenza della Federazione?

“Voglio essere sincero fino in fondo e colgo l’occasione per confermare che già dopo i primi due mandati avevo sentito il bisogno di farmi da parte, perché ritenevo e ritengo che ci debba essere un limite ai mandati dirigenziali di vertice, non sancito per Legge, ma dalla giusta necessità di ricambio quando soprattutto si abbia la sensazione di aver dato il massimo in termini di impegno personale e di risultati raggiunti. Dopo un po’ c’è il rischio che subentri una certa stanchezza e che ci si adagi, in assenza di nuovi stimoli, facendo quasi da “tappo” ad eventuali nuove idee e/o personalità. Ma è successo purtroppo quanto ho descritto in precedenza, ed il nuovo che avanza, se di nuovo si può parlare, si presenta solo ed esclusivamente con l’intento di minare la progettualità avviata da questa gestione federale, e di mettere di conseguenza a rischio l’immagine, i risultati e le prospettive di questa Federazione. Questo mi risulta personalmente inaccettabile al punto da spingermi a ricandidarmi; se le Società affiliate decideranno che sarà ora di farmi da parte ne prenderò atto con serenità; ma solo loro ed in sede Assembleare potranno determinare questo risultato. Non lo potrà fare nessuna denuncia, nessuna lettera anonima, nessun post su FB. Il mio programma per il prossimo Quadriennio sarà presentato a breve; ho solo voluto aspettare l’esito di questi quattro punti che stavamo aspettando con la giusta ansia ma con tanta serenità”.

Pesistica, una cultura
Pesistica, una cultura

Ci può anticipare qualcosa circa il nuovo Programma del quadriennio?

“Questa Federazione è solida e forte sotto tutti i punti di vista, come non mai nella nostra storia ultra centenaria, e lo è grazie al supporto di tutti perché non si raggiungono da soli questi traguardi. A tal proposito, entro brevissimo, comunicherò i nominativi della mia squadra di Consiglio e di molte delle cariche tecniche ed organizzative, sportive e di funzionamento, perché credo nella trasparenza, quella vera, ed è giusto che la base sappia per tempo chi saranno i propri rappresentanti nel prossimo quadriennio. In coerenza con questa idea posso dire che, ancora una volta, tenderemo ad unire e non a dividere, a costruire e non a distruggere, a progettare e non a criticare, ad apprezzare il lavoro sociale e non ad infangare; la Federazione è fatta da uomini e donne appassionate che si avvicinano alla nostra organizzazione con spirito e dedizione totali, molto spesso su basi realmente volontaristiche, ed a loro continueremo a rivolgerci, alla maggioranza spesso silenziosa, a volte troppo, che lavora con passione e sacrifici sportivi e non solo, dando molto e ricevendo il giusto dalla Federazione.

Non ci sarà mai spazio, invece, per quelli che fanno attività solo per ottenere vantaggi personali, ruoli e riconoscimenti economici, confondendo la Federazione per un’entità a cui attingere sempre e comunque, un bancomat a propria disposizione, una cassa di risonanza per risolvere frustrazioni personali, a questi abbiamo sempre rinunciato e continueremo a farlo. Non ci servono, non sono esempi educativi per i nostri giovani.
Punteremo, invece, sempre di più a premiare il merito oggettivo tecnico ed agonistico; il nuovo Quadriennio sarà dedicato in prima battuta ai Tecnici di Pesistica Olimpica ed alle loro Società, a premiare ed a contribuire con sempre maggiori risorse umane e materiali chi svolge attività giovanile di qualità e di quantità, attraverso forme parametrate di contribuzione per il reclutamento ed il mantenimento dei giovani, anche perfezionando dei meccanismi premiali per gli Insegnanti di Educazione Fisica che riescano a portare ed a sviluppare le nostre discipline olimpiche e paralimpiche nella scuola.
Continueremo a combattere con ogni mezzo, con il pieno supporto del CONI, il fenomeno del doping, senza se e senza ma, così come abbiamo fatto negli ultimi 12 anni, non avendo avuto infatti alcun caso di positività tra Atleti delle Squadre Nazionali.
Abbiamo già avviato un tavolo di lavoro con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ed il Ministero della Salute per ottenere al più presto l’anticipo di almeno un anno dell’inizio dell’attività agonistica anche per essere più competitivi a livello mondiale. A tal proposito inizieremo da subito a lavorare in ottica Giochi Olimpici 2024, nella speranza, (ne avremo notizia a settembre del ’17), che vengano assegnati a Roma, consentendoci di arrivare con una squadra completa, già qualificata di diritto, competitiva e ben preparata all’appuntamento con la storia. Riorganizzeremo la Direzione Tecnica Nazionale, abbiamo già le nostre idee concrete in testa, affidandola a personalità di indubbio valore tecnico e morale, affiancate da Tecnici che abbiamo già dimostrato esperienza, capacità di lavorare in team e rispetto degli obiettivi e degli interessi generali. Continueremo a dare attenzione ai Direttori Tecnici Regionali, che dovranno diventare sempre di più il “trait d’union” tra i tecnici sociali e la Direzione Tecnica Nazionale, tra le esigenze della base e quelle del Centro. Riorganizzeremo il meccanismo dei Collegiali permanenti, soprattutto di quelli giovanili, che seppure hanno dato molto in termini di risultati, sono stati anche molto dispendiosi, non solo sul piano economico ma anche e soprattutto delle energie messe in campo, delle responsabilità e dei rischi di varia natura. Riorganizzeremo anche le modalità di partecipazione alle gare internazionali per dare modo ai tecnici sociali e regionali più valenti e più impegnati, di seguire i propri atleti anche all’estero. Individueremo e formeremo figure di tecnici femminili per seguire le Atlete donne, sia nei collegiali permanenti che in gara.
Consolideremo le autonomie dei Comitati Regionali ma ne continueremo ad organizzare ed a guidare gli aspetti generali, per sostenerli nel lavoro quotidiano e sgravarne sempre di più la burocrazia a vantaggio dell’organizzazione dell’attività sportiva.
Rafforzeremo l’Attività Paralimpica e quella delle Discipline non Olimpiche; nel primo caso con il contributo determinante del CIP, nel secondo con i nostri mezzi derivanti dall’autofinanziamento.
Daremo sempre maggiore impulso alla Formazione dei Tecnici, anche grazie al consolidamento dell’accordo con NSCA, non solo perché fonte di grandi ricavi, ma perché continuiamo a credere con forza che la crescita culturale del nostro mondo, come quello della società più in generale, sia l’unico vero investimento sicuro nel medio lungo periodo. A tal proposito cercheremo di trovare o di realizzare finalmente la casa della Strength Academy, che dovrà essere proprio una casa vissuta ed aperta a tutti, ma che ponga al centro la Formazione permanente, un Perfomance Center per offrire opportunità di formazione e di lavoro per i nostri Tecnici, opportunità di nuovi ricavi da destinare all’attività federale, di ricerca scientifica e metodologica, e di espansione del mercato del fitness sempre nell’ottica di offrire servizi ai nostri associati.
A livello di funzionamento consolideremo la Segreteria Federale investendo ancora su comunicazione, promozione e marketing. Confermeremo la FIPE Servizi se continuerà a dimostrare di raggiungere gli obiettivi economici prefissati ed a risultare funzionale alla crescita complessiva della Federazione, sempre nell’ottica di offrire maggiori benefit e servizi ai nostri Associati”.

Vuole concludere inviando un messaggio a chi ci leggerà?
“Da sempre il mio cellulare e la mia mail personale sono a disposizione di tutti, che possono chiamarmi direttamente; non ho mai avuto filtri, non ho mai usato la Segreteria Federale per interporla tra me e la base e, grazie a questo metodo, a volte faticoso, ho potuto ascoltare tutti, tenere i contatti, sentire suggerimenti e critiche. Ed anche per questo mi ricandido, con piacere e ancora con la stessa emozione del primo giorno, per tenere unito quel filo conduttore, quella progettualità e quei rapporti umani che hanno determinato il valore etico ed i successi sportivi di questa Federazione negli ultimi anni. Nel mondo dello sport, il presente è già futuro e dunque è opportuno guardare sempre più avanti, oltre il proprio limitato orizzonte; e solo chi ha la capacità di guardare con una prospettiva più ampia potrà raccogliere il frutto di quanto seminato facendone beneficiare la propria organizzazione, i propri associati. Noi possiamo dire dopo dodici faticosi ma straordinari anni di aver fatto rinascere questa Federazione, di averle dato dignità; la cosa più bella che mi dicono i nostri Tesserati quando mi incontrano è che finalmente hanno avuto riconosciuta la loro dignità al pari di tutte le altre discipline sportive. Questo è il miglior complimento, questo è quello su cui continuerò ad impegnarmi con tutte le mie forze”. (fonte Fipe)