Olimpiche
Olimpiche

Luca Pelosi è un giornalista sportivo atipico. Corre. Corre tanto, e si comincia perfino a perdere il conto delle maratone cui ha partecipato, e i colleghi sospettano da tempo che Luca Pelosi non è Luca Pelosi, ma un alieno sbarcato sulla Terra. Beninteso, sono migliaia i podisti in Italia, milioni in tutto il pianeta, e magari il giorno che sbarcheremo su Marte scopriremo pure che se non si è podisti ci si ritrova in un amen col foglio di via, da quelle parti, perché lassù si accettano solo quelli che vanno di corsa. Ma un giornalista podista non s’è mai sentito, o se s’è sentito in giro qualcosa del genere è uno sbaglio o si tratta di qualcuno che è diventato giornalista per caso e la tessera l’ha presa solo per entrare gratis allo stadio o a teatro. Che poi, ormai, neanche è più così e serve la domanda in triplice copia perfino per accreditarsi al torneo di biliardino che organizzano dentro “L’angolo bar” di Nenne. Perché il cronista sportivo è uno da Gazzetta dello sport sotto un’ascella e pizza con la mortazza sotto l’altra ascella, il finto snobismo dipinto sul volto e l’idea d’esser una buona forchetta come Gianni Brera, perché gli articoli da prima pagina si scrivono a pancia piena. Perché il giornalista sportivo pensa a far fare lo sport agli altri, è pronto a criticare qualsiasi gesto atletico ma c’è da star certi che non emulerebbe qualsiasi performance pure se si trovasse da solo a casa, in mutande e canotta sbrillentata, la moglie al mare, la birra e il rutto libero a far da compagni. Ora, bando alle ciance, il Pelosi cui accenniamo resta comunque un giornalista serio ma non compassato e in questi giorni s’appresta a presentare un libro che sa d’Olimpiade, “Olimpiche”, ovvero storie di varia umanità descritte in maniera attenta e precisa, del resto il Pelosi che conosciamo è un precisino da far rabbia pure agli amici. Un libro che raccoglie medaglioni di atleti più o meno conosciuti che hanno vissuto l’atmosfera a cinque cerchi. Scritto per “Edizioni della sera”, il libro viene presentato per la prima volta a Roma, domenica 29 maggio alle 17 e 30, stadio dei Marmi e qui va ricordato che “Olimpiche” contiene anche gli interventi di Gelindo Bordin, Nino Benvenuti, Sara Simeoni, Jury Chechi, Dino Meneghin e Daniele Masala. Il preambolo per una buona lettura, è servito. (M.M.)