di Pietro Paolo Dorigo
Solo un signore come Claudio Ranieri poteva permettersi il lusso di onorare all’inglese la squadra campione d’Italia. Prima del match il testaccino ha concesso la passerella agli antagonisti di circostanza chiedendo ai suoi uomini di applaudire gli interisti con stile british. L’Inter vince 5-1 contro la Sampdoria giocando sulle ali dell’entusiasmo. Lo stesso ardore che ha l’Atalanta, pronta a calare anch’essa la manita, in questo caso al Parma, ormai retrocesso. Perde la Lazio, sconfitta da una Fiorentina che trova i punti salvezza grazie alla doppietta di Vlahovic, che sarà il prossimo uomo-mercato. A proposito di salvezza, il Cagliari sbanca il Vigorito e inguaia il Benevento, ora terz’ultimo, a tre punti dallo Spezia, sconfitto fra le mura amiche da un Napoli sempre più lanciato verso l’aristocrazia del football continentale. A piccoli passi si allontana dalla zona a rischio anche il Torino, che fa pari e patta in casa del Verona, e si dividono la posta pure Bologna e Udinese. Il blitz del Sassuolo in casa del Genoa mette il sale sulla coda alla Roma, e fra le due ora è lotta aperta per la Conference cup. I giallorossi infilano cinque volte la porta del Crotone, ma giocare contro i calabresi al momento è come sparare contro la Croce Rossa. Chiusura di sipario per la sfida fra il Milan e la Juventus. Abdicata, obtorto collo, l’idea della Superleague, la vecchia signora viene schiaffeggiata tre volte dai rossoneri. Qualcuno, nelle alte sfere del football europeo, si starà fregando le mani.