di Alessandro Tozzi
E così siamo arrivati al ballottaggio fra Michetti e Gualtieri.
Al primo turno ha votato circa il 50% degli aventi diritto, si attende una ulteriore diminuzione dell’affluenza alle urne, anche se Michetti ha fatto propaganda presso i cinghiali ai quali ha promesso il reddito di cinghialanza e parchi a loro dedicati, e Gualtieri pare invece abbia il voto dei gabbiani, ai quali ha promesso cassonetti sempre zozzi in modo che loro abbiano cibo assicurato. Se fosse così, l’elezione la potrebbero decidere i topi, che pare non si siano ancora schierati apertamente, aspettando un’apertura da uno dei due che al momento non c’è stata.
La Raggi non si è schierata per nessuno dei due, perchè ha detto che lei non se ne va dal Campidoglio che ci sta troppo bene, Dio gliel’ha dato e guai a chi glielo tocca; Calenda ha detto che Gualtieri è una pippa al sugo, ma lo voterà, perchè l’altro è anche peggio, di qualcosa dovremo pure morire in questa vita.
I sondaggi vedono vincente Gualtieri sul filo di lana, ma non tengono conto dell’asso della manica di Michetti, ovvero la Wermacht, che ha dato il suo assenso a posizionarsi fuori dai seggi elettorali come moral suasion in caso di dubbio da parte dell’elettore indeciso.
I due candidati sono molto ottimisti sia per l’esito delle elezioni, sia per la possibilità che Roma torni finalmente caput mundi e non kaputt come ora.
Michetti ha proposto la riapertura del Colosseo per il sabato fascista e la corsa fra le bighe in diretta mondiale per festeggiare la sua elezione, Gualtieri vuole far rigiocare Roma Liverpool e far tirare finalmente il rigore a Falcao per vincere la Coppa dei Campioni e sognare in grande.
Roma caput mundi: un voto può cambiare la storia di questa città, sappilo.
Ma dipende molto dai topi, in verità.