La premessa è d’obbligo, non parliamo di deontologia professionale, parliamo solo di buona creanza e saper vivere. Dice che questa sia una professione allo sbando, quella del cronista, e forse lo è. C’è troppa voglia di arrivismo, troppo desiderio di far le prime donne. Eppure, insegnamento prioritario che nessuno accetterà perché si viaggia troppo alti, stile Icaro con le ali di cera, il cronista dovrebbe far da tramite fra la notizia e il pubblico. Forse è anche per questo che le vendite dei quotidiani sono in caduta libera da anni e certi “volti” e certe “voci” perdono giorno dopo giorno credibilità senza neanche accorgersene. La foto di Francesco Totti immortalato con una “donuts” in mano, ne è emblema. Tutti ostentano quella foto, vagheggiando uno scoop, ma nessuno offre il “credito” al fotografo né c’è uno straccio di “deskista” che s’azzardi a dire da chi è stata realizzata la ciambella che omaggia il campione. Oggi funziona così, c’è lo smodato bisogno di far vedere d’essere unici. E si dimenticano le basi. In compenso si regalano spazi a un dodicenne che segna gol in un torneo per esordienti, ovvero la categoria che segue quella dei piccoli amici, ovvero quei bambini che cercano di coordinare i movimenti del corpo con quelli della palla. Giocano, nulla più, ma se quei gol li griffa il figlio di un campione, diventano scoop. Peccato, potevamo vivere in un Paese migliore. Ah, per la cronaca, l’istantanea è stata immortalata da Edoardo Cafasso e il dolce è uscito dal laboratorio di Bucolica, che è una ciambelleria artigianale romana.