Gian Piero Galeazzi non c’è più e il Circolo Canottieri Roma, il suo amato club, apprende con incredulità e dolore la notizia. Gian Piero (staccato, come amava, sebbene certo non bacchettasse la versione “Giampiero”), o Bisteccone, come molti italiani hanno imparato a conoscerlo, per noi del Circolo era semplicemente Piero. Un amico e un simbolo del club. Che Galeazzi aveva onorato da atleta, campione italiano nel doppio con Giuliano Spingardi facendo tesoro degli insegnamenti del papà Rino. Il noto giornalista aveva eletto il Canottieri Roma a seconda casa e in quel luogo tanto amato faceva di tutto per tornare, nonostante i problemi di salute degli ultimi anni.

“Gian Piero Galeazzi non fa parte soltanto della storia del nostro Circolo di cui è stato ed è un’icona – le commosse parole del presidente del Canottieri Roma, Paolo VItale – Fa parte della storia di questo Paese e del giornalismo sportivo, in particolare. Tutti ricordiamo le sue incredibili imprese. Indimenticabile quella chiacchierata con lui davanti all’ingresso della nostra sede. Non lo vedevo da molto e gli chiesi dove fosse andato. ‘Da Mességué – rispose – Me lo so’ magnato’. Ecco chi era Piero: un amico e un personaggio che faceva dell’ironia e dell’autoironia ‘armi’ deliziose”.

Fu Galeazzi, nel 1971, il portabandiera del Circolo Canottieri Roma nel corso della cerimonia allo Stadio dei Marmi in cui Aldo Moro consegnò al club la Stella d’Oro, a cui nel 2019 si è aggiunto il Collare d’Oro del Coni, massima onorificenza sportiva.

“È per noi del nostro Circolo e dei canottieri italiani un momento di grande tristezza – le parole del consigliere al Canottaggio Lorenzo Guido – Conobbi Galeazzi in occasione di una cena che organizzammo in casa, avevo circa 9 anni. Memorabili rimangono le sue telecronache, in particolare quella che ha visto il nostro direttore tecnico Bruno Mascarenhas vincere la medaglia di bronzo ai Giochi di Atene. Galeazzi ha segnato la nostra storia. A nome di tutto il galleggiante mandiamo un fortissimo abbraccio a sua figlia Susanna, alla quale ha trasmesso la passione per questo sport, e alla sua famiglia”.

Chiusura proprio per il direttore tecnico Mascarenhas: “Gian Piero Galeazzi era una persona speciale e sempre disponibile. Da ex atleta e ora da tecnico non finirò mai di ringraziarlo perché ha saputo far conoscere il nostro sport a tutta l’Italia. Al Circolo è un’icona e lo sarà per sempre. Il fatto di aver dedicato il galleggiante a lui e a suo padre Rino è l’onore che merita un personaggio tanto importante”.

Oggi pomeriggio, sul Tevere, il fiume da lui tanto amato, i suoi consoci hanno effettuato un alzaremo, salutandolo con un “Hip hip hurrà”. Ciao Piero.