Il Circolo Canottieri Roma esprime la più viva soddisfazione per l’intitolazione di un tratto del Lungotevere Aventino all’indimenticato Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica dal 1999 al 2006 che fu Socio onorario del club. Un grande italiano che il Circolo porta nel cuore, considerando soprattutto quel rapporto con il Tevere che Ciampi idealmente concretizza oggi. Un rapporto nato anche grazie al Canottieri Roma al quale “confidò” il suo forte legame con il fiume proprio attraverso la pratica sportiva. Quel canottaggio che da ragazzo aveva praticato nella sua Livorno e aveva ritrovato da spettatore nella Capitale.

Carlo Azeglio Ciampi si avvicinò ufficialmente al Circolo Canottieri Roma nel 2005. Presidente del sodalizio giallorosso era allora Gianni Battistoni, che lo accolse nella compagine sociale a braccia aperte: per la prima volta, un Presidente della Repubblica diventava Socio onorario di un Circolo sportivo storico. Nello stesso anno, medesima carica veniva sancita per il celebre compositore Armando Trovajoli e per l’ex calciatore Gianni Rivera.

Un anno dopo aver concluso il Settennato, nel maggio 2007, Ciampi fu poi protagonista di una serata indimenticabile (a cui si riferiscono le foto) nella sede sociale di Lungotevere Flaminio 39 che iniziò dall’incontro con un gruppo di giovani canottieri. E, in occasione della cena, ebbe poi modo di gustare l’amato caciucco, piatto tipico labronico, preparatogli appositamente dallo chef Beppino Brogi, proprietario del ristorante “La Barcarola” di Livorno di cui era affezionato cliente. Tra gli altri, erano presenti i collaboratori più stretti, Gaetano Gifuni e Salvatore Sechi, nonché l’amico e consocio giallorosso Gianni Letta. E ancora Trovajoli con la consorte Paola, il senatore Luigi Lusi, Paola Saluzzi e Oreste Lionello, il quale al senatore a vita donò simpaticamente una moneta con la propria effige.

“Sono profondamente commosso dall’accoglienza che il Circolo più prestigioso di Roma ogni volta mi riserva – disse il senatore a vita nel corso della cena – Sono stato vogatore anch’io, non nelle acque del Tevere e dell’Aniene, ma nei ‘Fossi’ di Livorno, quando ero più giovane naturalmente. E proprio ai giovani voglio dare un messaggio: fate le cose con il cuore. Ciò che ho realizzato nella vita è venuto sempre dal cuore, d’istinto, mai da una fredda analisi”. In poche e sentite parole, tutta la grandezza e l’immensa eredità di Carlo Azeglio Ciampi.