Mattinata all’insegna del pattinaggio a rotelle nella scuola “B. Tecchi” di Viterbo, protagonista Francesca Iacarelli, che per dieci anni ha indossato la maglia azzurra, inanellando soddisfazioni e titoli europei. L’iniziativa, che fa parte del progetto “I giovani incontrano i campioni”, è stata vissuta con grande attenzione da parte degli studenti della scuola media dell’istituto allocato nel centro del capoluogo viterbese, a metà strada fra piazza del Sacrario e piazza della Rocca. Intervistata per quasi due ore da Massimiliano Morelli, la ventottenne pattinatrice (è nata a Viterbo il 20 agosto del 1990, ndr) ha parlato delle sue esperienze sportive, alternate a quelle scolastiche, che l’hanno accompagnata nel corso degli anni fino ad arrivare alla triennale di Scienze motorie e alla successiva (e ormai imminente, visto che sta per dibattere la tesi) specializzazione in osteopatia. “Sport e studio possono essere portati avanti in simultanea e anche con buoni risultati – ha raccontato nel corso dell’appuntamento – basta volerlo, basta soprattutto essere leali con se stessi, saper fare delle scelte”. E ancora: “Certo, bisogna saper fare dei piccoli sacrifici, per esempio le amicizie… quante volte i miei coetanei andavano a qualche festa, a ballare, anche solo a passeggiare per il centro mentre io mi ritrovavo ad allenarmi?”. Da parte dell’atleta azzurra anche la sottolineatura di quanto possa rivelarsi importante la famiglia (“Mamma mi ha scarrozzato ovunque, portandomi ad allenare anche a Rimini, mentre papà mi ha insegnato a non aver paura”), della necessità di saper vivere lo sport col Fair play, della capacità di saper scegliere gli obiettivi. Da parte dei ragazzi sono arrivate le domande più svariate: c’è chi le ha chiesto se è fidanzata e chi ha voluto sapere la differenza fra i suoi pattini e quelli in linea, chi si è informato per sapere chi era il compagno di gara mostrato nelle immagini e qualcuno ha chiesto anche lumi sulle materie preferite quando Francesca andava a scuola, come loro, ai tempi delle medie. Al termine foto di rito con gli studenti (e con la professoressa Paola Durante, che ha coordinato l’attività scolastica dell’appuntamento) e autografi, tanti, rilasciati su “pizzini” improponibili, come gli angoli delle pagine d’un quaderno a quadretti.